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PICCOLE MANI NERE
di Wolfgang Fasser
Un bel giorno, per essere più preciso una domenica giorno di riposo, incontro i miei piccoli maestri, artisti della povertà, ragazzi semplici dell'altopiano di Taba Tseka, nel Lesotho.
Stavo uscendo dal mio Ntlo (casa rotonda tradizionale africana) per una passeggiata con il mio cane guida, una giratina per divertirsi e passare il tempo. Siccome il tempo è quasi sempre bello e asciutto, la vita si svolge prevalentemente all'aperto. Passo accanto a due ragazzi piccoli e li saluto. Loro mi rispondono con le forme gentili tradizionali, "Pace sia con te padre". "Pace sia con voi figli miei". "Come va la tua vita?" "Bene, vivo bene." "Come va la vostra vita ragazzi?" "Stiamo bene, c'è pace. Il Signore è con noi. Dove vai padre?" "Vado a fare una giratina con il mio cane." "Ti auguriamo una buona strada a te e al tuo fratello-aiuto." Questo dicono con voce melodiosa e tornano al loro gioco. "State in pace figli miei", rispondo secondo la loro usanza.

4 Continuo a camminare lungo il sentiero spianato dai mille passi nostri e degli asinelli fedeli. Passando accanto ad altre case, sento il chiacchiericcio, detto meglio "palavre" domenicale delle donne. Racconti delle donne in cui io, come uomo, non c'entro e così lascio passare le loro voci come il fruscio di un ruscello. Parlano in un modo tranquillo e melodioso, a momenti più animate o agitate, e poi in grande intesa collettiva: dialogo fra donne.

E' già meraviglioso ascoltare senza cercare di capire; proseguo la mia passeggiata e seguo il passo del cane, lascio scegliere a lui dove andare. Sento il rumore della vita di un paesino della vicina collina. Bambini che cantano, ridono e corrono. Un gruppo di giovani pastori fa una gara di parole. Vince chi può parlare e fare i discorsi più impressionanti. La fantasia crea tutto. Antiche storie tornano vive, fanno paura, divertono, alla fine è chiaro che il vero raccontastorie della giornata è lui e viene festeggiato con i canti delle ragazze decorate del paese. Un onore che fa tremare il cuore ed illuminare gli occhi del beato fratello. Una gioia della quale vivrà a lungo durante i suoi pascoli solitari, con le capre e pochi amici. Il paesaggio sonoro mi racconta tanto. C'è vita dappertutto. Il ragliare dell'asinello e l'abbaiare del cane fanno parte dell'orchestrazione. Cosa sento qui?
Sembra una chitarra ed anche una percussione. Arrivo e mi metto a sedere sulla sabbia. Un ragazzino mi fa toccare la sua chitarra, il prezioso strumento è fatto con una grossa lattina di olio vuota, schiacciata nel mezzo e con sei elastici come corde.
La percussione consiste in cinque fili di metallo che un ragazzo batte insieme. Tre ragazzine ballano. Questo piccolo gruppo prepara una serata particolare di intrattenimento per il paese.

Il solito canto serale sarà abbellito con la performance di questo gruppo in gamba. Si esercitano con tanto entusiasmo. Voci naturali, musica e ballo. Per salutarmi mi regalano la loro canzone preferita: un canto d'amore. Mi meraviglio e mi allontano dal paese accompagnato dalla loro musica. Il mio giro mi riporta dopo due ore al mio piccolo paese. I miei piccoli amici sono ancora lì dove li ho salutati, e così quel gruppo di donne. Sento che battono con qualcosa di metallo qualche ciocco di pietra e risate di giovani, chissà a cosa giocano così volentieri. Rimango lì per un'altra ora e seguo il loro gioco. La mia curiosità desidera una risposta. Chiedo: "come si chiama il vostro gioco?" "Non ha un nome, padre" dicono e sembrano stupiti della mia domanda così fuori tema. "Con cosa giocate?" Piccole mani nere prendono la mia, quella bianca, e mi lasciano toccare il loro tesoro. Tre pietre e una vecchia lattina di birra, rimango affascinato e dico fra me e me: "grazie per questa lezione". Dopo poco arriva una ragazza e chiama i miei piccoli amici. E' la loro sorella. Prende il più grande, che ha sei anni, e lo carica sulla schiena. Matteo è paralizzato dalla nascita. Il fratello più piccolo, Alberto, raccoglie i "giocattoli" e mi salutano con rispetto e con molta gioia. "Pace e salute sia con te padre". Li saluto augurando loro una buona strada. 4
Foto: E. Martino

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