logo IL TRILLO   e-mail
pubblicazioni

La culla musicale
di F. Pasini
Parlando del piacere che si prova nel fare un'esperienza musicale S. Langer scrive: "Il potere reale della musica giace nel fatto che può essere vera su un piano emotivo, in una maniera che non è possibile per il linguaggio verbale; da questo punto di vista la musica sembra dar voce ad esperienze difficilmente narrabili altrimenti", e J. Blacking aggiunge: "Se un brano di musica attrae un gran numero di ascoltatori non dipende, probabilmente, dalla sua forma esteriore, ma da ciò che quella forma significa per ogni ascoltatore in termini di esperienza umana".

La possibilità di fare esperienza, ovvero di percepire sensorialmente uno stimolo, di memorizzarlo e, in seguito, di riconoscerlo tra altri esiste, senza dubbio, già in utero. Qui il feto si sviluppa e cresce immerso in un bagno di suoni, in ascolto continuo di quella che A. Tomatis ha definito l'"orchestra viscerale" materna. "All'inizio era il Suono, il Suono era presso la Madre e la Madre era il Suono", scriveva F. Fornari.

L'ambiente uterino, proprio perché sonoro, fornisce al feto dei riferimenti sensoriali, temporali e dinamici che si riproducono con regolarità e continuità. In un ambiente così equilibrato ogni piccola modificazione del rumore di fondo (84 db) è portatrice di un messaggio, al quale il feto risponde trasformando il proprio comportamento: il suono, il ritmo e il movimento rappresentano quindi, a tutti gli effetti, un linguaggio ed è per questo che l'applicazione prenatale di tecniche specifiche di musicoterapia aiuta l'instaurarsi precoce della comunicazione madre/figlio.

Anche dopo la nascita il bambino è immerso in un mondo ricco di suoni, anche se meno attutiti perché non filtrati dal ventre materno, e la sua crescita è regolata da ritmi (ad esempio quello sonno-veglia e quello della cadenza delle poppate). Tra i suoni e i rumori che imparerà a individuare alcuni sono nuovi, altri già conosciuti (la voce materna, quella paterna, i suoni dell'ambiente familiare, la musica) e questi lo ricollegano alla vita intrauterina attenuando il suo smarrimento e riportandolo a una condizione di benessere. Pensiamo all'effetto calmante che ha il battito cardiaco sul neonato: nel nostro lavoro stiamo facendo straordinarie esperienze di come il bambino ricerchi, attraverso lo sguardo e tramite il contatto, la vibrazione prodotta dalla voce della madre materna o da uno strumento musicale da lei suonato. In questo modo, oltre a un ampliamento dell'universo percettivo, si produce una crescita della relazione affettiva preparata prima della nascita: la mamma e il suo bambino trovano il loro ritmo come in una danza.

Queste prime esperienze sonore saranno per il bambino l'elemento garante della continuità tra la sua vita intrauterina e il mondo esterno, e andranno a formare quella identità sonora unica per ciascuno di noi. Il nostro lavoro, quindi, se da un lato vuole accompagnare e arricchire l'esperienza di madri e bambini, dall'altro mette in primo piano la funzione preventiva e quella terapeutica dell'esperienza musicale.

Eventi difficili e dolorosi disgregano i ritmi e generano disarmonia e allora l'esperienza musicale può creare o recepire uno spazio più libero di emozioni dove attraverso questo linguaggio, condivisibile anche se meno esplicito, è possibile recuperare insieme al bambino tutta l'armonia possibile. Ma se ci chiediamo quale musica proporre a un bambino in utero ci dobbiamo prima interrogare sulle finalità che ci proponiamo: stimolare nel bambino risposte motorie? aiutarlo a memorizzare un brano che possa essere per lui, dopo la nascita, fonte di benessere e richiamo al "paradiso perduto"? testare l'efficienza delle sue vie uditive a scopo diagnostico? produrre in lui un disagio e un'accelerazione cardiaca? calmarlo e rassicurarlo? fargli sapere, in un modo non molto convenzionale, che gli vogliamo bene?

Tutto questo è possibile. Qualunque sia l'intento, però, sono necessarie alcune considerazioni. Il bimbo prima di nascere fa esperienza del mondo che lo circonda in modo diretto, ma molto spesso anche indirettamente attraverso il vissuto emozionale della madre. I suoni raggiungono il feto dopo aver attraversato i tessuti del ventre materno e si propagano grazie al liquido amniotico, nel quale il piccolo è immerso, raggiungendolo globalmente. È possibile che durante il percorso alcune frequenze del brano proposto vengano smorzate mentre altre sono trasmesse fedelmente, e che le caratteristiche ritmiche e armoniche risultino confuse dalla sovrapposizione contemporanea di tutte le sonorità ritmiche presenti dentro e fuori l'utero in quel preciso momento. Un brano qualunque proposto al bambino, magari in modo casuale, potrà suscitare in lui delle reazioni, ma difficilmente andrà ad incidere sulla sua identità sonora. Una musica scelta con ponderazione tenendo conto di tutti gli aspetti sopracitati, proposta alla mamma e al suo bambino in condizioni psicofisiche favorevoli, promuoverà nel feto uno sviluppo sensomotorio e affettivo armonioso, e aiuterà la madre a vivere la gravidanza con la consapevolezza che tanto può già fare per il suo piccolo.

BIBLIOGRAFIA
Blacking J. Quanto è musicale l'uomo, Unicopli, 1987.
Fornari F. Psicoanalisi della musica, Longanesi & C., 1984.
Stern D. Nascita di una madre, Mondatori, 1999.
Tomatis A. La notte uterina, Red, 1996.
Tomatis A. L'orecchio e la vita, Baldini & Castaldi, 1992.

LA CULLA MUSICALE
Il Centro di musicoterapia pre- e post-natale, nasce a Genova nel 1995 come iniziativa di un gruppo di musicoterapisti per lo studio, l'approfondimento e la divulgazione della musicoterapia prenatale. Nel 1996 si costituisce l'Associazione scientifico-culturale "La Culla Musicale" ed entrano a farne parte specialisti e altri professionisti direttamente interessati alle attività sociali dell'Associazione, la quale grazie al loro notevole contributo di esperienza e competenza professionale potenzia e amplia la propria sfera di interessi. Nel giugno del 1999 La Culla Musicale assume l'attuale struttura giuridica e nello stesso anno ottiene il riconoscimento di Associazione scientifico-culturale da parte della Regione Liguria. L'attività principale si svolge nell'organizzazione e cura di: Corsi di preparazione al parto con la musica, Corsi di musicoterapia post-partum per mamma, papà e bambino fino a tre anni di età; Corsi di educazione al suono e alla musica per bambini dai 3 anni in poi; Tutoring.

barra  di navigazione