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ABITARSI
di Paolo Lupi, 2008 |
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"…Abitare il presente, abitare ciò che si sta facendo È sentire e sentirsi, avvertire un contatto, l'av-venire a noi di qualcosa, con tutta quella serie di risonanze interiori che accompagna l'incontro…" Giuseppe Colombero Abitarsi, fissare la dimora al centro, incontrare il proprio sé autentico, sentirsi a casa… Tutte queste espressioni mi riportano ad un concetto fondamentale che tengo dentro al cuore e che continua a stimolare la mia ricerca verso l'essere autentico, nella vita come in terapia. Se si vuole assumere un ruolo di "compagno e guida" nei confronti di persone che in qualche modo ne hanno il bisogno, se vogliamo accompagnarle verso un cammino che porta ad una maggiore autorealizzazione, è necessario, noi per primi, "abitarsi". "Portarsi al centro" è una metafora per indicare il luogo dove avviene l'incontro con noi stessi e dove ci riappropriamo in qualche modo di corpo, mente e spirito. Nella nostra vita personale quotidiana, ed ancor più nel contatto con le persone svantaggiate nel lavoro musicoterapico veniamo costantemente toccati da innumerevoli stimoli, emozioni, ansie, sofferenze e difficoltà che possono assommarsi alle nostre e che possono portarci ad essere "risucchiati" all'esterno con una conseguente possibilità di perdita di autenticità. Così, nella relazione d'aiuto, la possibilità di diventare degli "spettatori esterni" ,che via via esauriscono le proprie energie creative dimenticandosi della propria casa interiore, è molto alta e rischiosa. Custodire ed abitare la propria interiorità può aiutarci così a preservare la nostra dimensione autentica nella presenza terapeutica. Tutto questo può avvenire anche grazie al raccoglimento, al silenzio ed all'attesa. Abitare questi spazi interiori aiuta ad avvicinarsi ad una dimensione autentica ed aiuta a riconoscere maggiormente l'essenzialità che scaturisce dal vivere nel presente. Quando abitiamo attentamente i nostri stati emotivi ed insieme ci apriamo all'ascolto anche nel silenzio e nell'attesa, si è più aperti all'intuizione creativa e al dialogo costruttivo con l'altro. Nei nostri incontri in musicoterapia l'"abitarsi" assume il carattere dell'ascolto che può essere anche silenzioso, della presenza attenta, pronta, ma non invasiva e frettolosa o centrata sul "fare"; in poche parole concedersi e soprattutto concedere il tempo per far avvenire naturalmente l'incontro. L'autentico incontro con l'altro avviene così, sempre e solo nel presente. Non gli appartiene né passato né futuro se non nell'ambito di una memoria costruttiva o di un desiderio costruttivo; se vogliamo tendere ad un incontro autentico questo non può che avvenire nel "qui ed ora". |