Il contatto e il coinvolgimento della famiglia

  Il contatto e il coinvolgimento della famiglia del paziente Di Wolfgang Fasser Musicoterapeuta, SMFT, AIM   Nell’attività terapeutica il rapporto fra me, come musicoterapista, e la famiglia del bambino, e in particolar modo il contatto e la partecipazione attiva della famiglia nella terapia si esplicano soprattutto mediante due sistemi: il colloquio con i genitori come mezzo di accompagnamento nella musicoterapia individuale; il coinvolgimento attivo della famiglia nel setting allargato. Il colloquio, con o senza momenti di autoesperienza musicoterapica, serve per lo scambio di informazioni e l’approfondimento della conoscenza del bambino. Nel processo terapico la partecipazione e la presenza della famiglia costituisce per il bambino un sostegno o una necessità. Allo stesso tempo una simile situazione può avere anche carattere didattico per i genitori presenti, con effetti...

Il giocare e il suonare nell’ambiente preparato

  Di Wolfgang Fasser Musicoterapeuta, SFMT, AIM Nella lingua tedesca, la mia madrelingua, la parola “Spiel” e il verbo “spielen” hanno vari significati. La prima da un lato comprende l’attività ludica dei bambini, per esempio il gioco libero, d’altro viene utilizzata anche per la rappresentazione viva dell’arte: si parla così di “Theaterspiel” per indicare la recitazione teatrale, di “Klavierspiel” per il suonare il pianoforte ecc. Allo stesso tempo la parola viene utilizzata anche nell’ambito dello sport: “Fußballspiel” ovvero il gioco del calcio. Il verbo “spielen” può significare l’attività ludica ma anche il suonare uno strumento con strumenti musicali formali. Entrambi gli ambiti pertanto già dal punto di vista linguistico sono vicini tra loro. Nel contesto viene affrontato...

Atelier di improvvisazione musicale

  Il mio Atelier di improvvisazione musicale e i suoi frequentator Di Wolfgang Fasser Musicoterapeuta, SFMT, AIM Ho deciso di praticare la libera professione dopo 12 anni di attività specialistica in ospedale come praticante fisioterapista, supervisore clinico e docente. Questa scelta è stata intrapresa soprattutto per liberarmi dai condizionamenti obbligati di un’istituzione e per soddisfare le mie esigenze di lavorare secondo un approccio olistico. Il mio lavoro fisioterapico, a partire dalla collaborazione con il policlinico psichiatrico e il reparto psicoterapico sotto la guida del Prof. Jürg Willi, all’ospedale dell’università di Zurigo negli anni 1982-1987, è stato arricchito da esperienze di musicoterapia ricettiva, da attività espressive attraverso mezzi creativi e da colloqui di sostegno. Il perfezionamento post-diploma in terapia breve, terapie...

Dare voce alla voce

  Contributi della musicoterapia integrativa nello sviluppo vocale dei bambini affetti da paralisi cerebrali infantili. di Wolfgang Fasser INTRODUZIONE Il bambino con paralisi cerebrali infantili (PCI) Nel contesto presenterò alcune esperienze di musicoterapia integrativa con bambini affetti da paralisi cerebrali infantili  comunemente qualificati bambini con “PCI”. Il termine ‘PCI’ indica il bambino affetto da paralisi cerebrali cioè da quei disturbi che si manifestano con lievi o anche gravi problemi motori in forma della tetraparesi, della diplegia o dell’emiplegia ecc.. Disagi che contengono sempre ulteriori difficoltà come ad esempio: di percezione, di integrazione sensoriale e di problemi cognitivi. Quasi tutti questi bambini hanno difficoltà a parlare, a usare la voce. Rifacendomi alla mia esperienza vorrei mostrare quale sia il sostegno e il contributo della musicoterapia...

La musicoterapia in ospedale

  Associazione femminile in visita a Myrijam Blank di C. Naegeli Lo scorso martedì mattina un gruppo di donne dell’associazione cattolica femminile di Altnau e Güttingen si è riunito nella cappella dell’ospedale di Münstlingen per seguire l’interessante esibizione della musicoterapista Myrijam Blank. Secondo Dias la musicoterapista ha riferito sulla sua attività ospedaliera per quasi quindici anni. La terapia si può definire con “servire”, “fare del bene ad un altro”, “aspettare”, “curare”, “occuparsi di”, “stabilizzare” e così via. La musica come terapia, dice Myrijam Blank, tradotto in altre parole, significa fare del bene per qualcun’altro. “La musicoterapia non si può fare, accade semplicemente. Si esterna quale forma espressiva interiore”. “Incontro con la musica”...

Le mie risorse personali

  Le mie risorse personali, le prospettive ed i valori su cui si basa la terapia Di Wolfgang Fasser, Musicoterapeuta, SFMT, AIM Introduzione Nell’articolo precedente (La musicoterapia integrativa espressione dell’integrazione di fisioterapia e di musicoterapia) è emerso che il mio pensiero ed il mio agire integrativo sono elementi di base del mio operato. Senza la pretesa di raggiungere la completezza cercherò di evidenziare i presupposti di fondo di questo approccio. La riflessione, stimolata durante il percorso della supervisione, ha delineato un cammino complesso, ma alquanto interessante; di fatto si tratta di riconoscere a quali modelli di musicoterapia si avvicina il mio lavoro e d’imparare a distinguerlo, per poi metterlo in rapporto ad altri. Anche io naturalmente vorrei potermi allineare agli attuali modelli di musicoterapia, ma credo sia prima importante formulare...

La visione dialogica nella musicoterapica

LA VISIONE DIALOGICA NELLA RELAZIONE MUSICOTERAPICA: AUTENTICITA’ED EMPATIA di Paolo Lupi Nel mio percorso di musicoterapista ho cercato di strutturare fin da subito le mie competenze musicoterapiche attorno alla parola chiave RELAZIONE AUTENTICA. Credo infatti che esistano i presupposti per la crescita se esiste un contatto autentico tra due persone e nel nostro caso tra musicoterapista e paziente. Non esiste processo terapeutico se le persone al suo interno non si sono contattate profondamente. L’atto di responsabilità primario sta nell’accoglienza; curare questa parte in modo autentico ed essenziale crea il presupposto per la buona riuscita dell’intervento. Accogliere l’altro in ciò che è, in quello che esprime nel qui ed ora è il primo atto di responsabilità del musicoterapista. Prendendo spunto dal pensiero dialogico del filosofo M.Buber ho così affrontato l’argomento trattandolo...

Ascoltare il bosco di notte quando gli occhi non servono

  di Maria Cristina Carratù da: La Repubblica, 27 luglio 2005 L’APPUNTAMENTO è nel centro di Quorle, una minuscola aia presidiata  da una chiesetta, a notte già cominciata. Ci si presenta al buio.  “Da dove venite?”, chiede Wolfgang, “da Milano, da Roma, da Firenze”, si risponde dallo scuro, a malapena distinguendo le sagome dei compagni di viaggio, ci si orienta con le voci, una donna, un uomo, un giovane, un anziano, c’è anche un bambino. Zainetto per lo spuntino di mezzanotte, scarpe pesanti, “niente pile, per favore”. Wolfgang tiene al guinzaglio il vecchio cane Dusty, che annusa qualche odore selvatico. Partenza. Si va ad ascoltare il bosco, il “paesaggio sonoro” di una notte d’estate sui monti del Casentino. Le voci, i mille suoni di una vita segreta e febbrile ignota alle nostre orecchie sovraccariche, distratte da troppi rumori di fondo. Ci guida questo svizzero...

Ansia e depressione si curano con la musica

  di P. Caneva La terapia con le note funziona soprattutto per i disturbi della mente. Ma non solo…. L’uomo ha sempre cercato nella musica uno strumento terapeutico. La musicoterapia trae spunto proprio da questo principio: produrre effetti benefici per la salute grazie ai suoni. E’ un’attività “corporeo-sonoro-musicale” che, sviluppando una reazione non verbale tra il terapeuta e la persona, favorisce l’espressione e l’integrazione fisica, psicologica ed emotiva. Questa disciplina si rivolge principalmente: A tutti i bambini (sia sani sia malati); Ai ragazzi affetti da handicap psico-fisici; Alle persone adulte che soffrono di depressione, che sono colpite da momentanei dolori fisici (come per esempio quelli del parto o quelli conseguenti ad un intervento chirurgico) oppure che vivono particolari momenti di stress. DISCIPLINA SCIENTIFICA I primi cenni di utilizzo della...

quando la clinica emigra nella vita

  di Lucia Landi Pereira e Maria Luisa Breda Premessa: (di Gianni Tognone) L’anno che si chiude ha visto la nascita e la diffusione del sistema azienda nella sanità italiana. Per accompagnare questa svolta (di cui si percepiscono moltissimo le scosse e le ambivalenze, senza che s’intravedano segni credibili di miglioramento culturale – istituzionale – gestionale) la RdI aveva fatto a suo tempo la scelta di dare uno spazio privilegiato al tema dei «diritti», evocati via via negli ultimi numeri, in varie forme, va avendo come comune denominatore l’obiettivo di non fare dimenticare, anzi semmai di accentuare la centralità di un’attenzione alle persone, soprattutto a quelle portatrici di bisogni inevasi. Coerentemente con quell’intenzione, vorremmo chiudere questo percorso con un’agenda (di cui già si sono proposti alcuni elementi negli ultimi editoriali), suggerita questa...

Scheda di valutazione musicoterapica

  Scheda di Katja Gieselmann Nome paziente:...

Appunti per l’attività musicoterapica

  Appunti per l’attività musicoterapica quotidiana con i bambini (*) di Wolfgang Fasser In qualità di musicoterapisti accompagniamo i bambini spesso per periodi di tempo abbastanza lunghi. Il nostro rapporto, elemento significativo del nostro salutare stare insieme, va oltre l’aspetto professionale. Incontriamo i bambini anche come persone, come uomini, siamo testimoni della loro crescita. La nostra prospettiva è orientata alle esigenze del bambino; il clima relazionale e le regole di base della crescita costruiscono uno spazio nel quale crescita e cura possono coesistere e accadere. Che cosa significa, per noi musicoterapisti, questo concetto di base? Di quali capacità e disposizioni abbiamo bisogno per andare in questa direzione? Come si manifesta, tradotto nel quotidiano, questo setting mentale? Nel seguito descrivo, in modo coinciso, gli aspetti centrali di questa tematica. Si...

Comunicazione e relazione dei linguaggi

  Comunicazione e relazione attraverso la globalità dei linguaggi da: Bambini in ospedale N. 11/12 – Gennaio 1989 di L. Matteo Lorenzetti   “… prima di Platone, gli antichi non concepivano l’uomo come un’anima che ha un corpo, ma come un corpo che e in relazione col mondo. Di questa relazione il corpo è espressione, simbolo, manifestazione nel linguaggio, nel riso, nel pianto, nel gesto, nel canto, nella danza, nella sofferenza, dove a esprimersi non è il corpo come parte delI’uomo, ma l’uomo nella sua totalità, che nel corpo vive il suo esser qui e non là, il suo ora e non allora, in una parola: la sua situazione…” U. Galimberti (Psichiatria e fenomenologia, Feltrinelli, 1987)   1. Le cifre dei sentimenti nell’alfabeto del corpo emozionato Didier Anzieu dice che “… il senso nasce dal corpo, dal...

Le note dell’incontro: musicoterapia a “Il Trillo”

  di Paolo Lupi e Wolfgang Fasser   “Ogni singolo Tu è un canale di osservazione verso il Tu eterno. Attraverso ogni singolo Tu la parola-base si indirizza all’eterno” Martin Buber La musicoterapia è di fatto ormai molto presente e attiva all’interno dei servizi socio-sanitari e socio-educativi con obiettivi preventivi, riabilitativi e terapeutici. Si presenta però come una materia ancora giovane ed in costante evoluzione sia per quanto riguarda la sua definizione istituzionale che per quanto riguarda lo studio e l’applicazione del suo potenziale specifico, intrinseco ai suoi parametri sonori-musicali ed alla loro espressione. La musica e la musicoterapia però, al di là dei diversi approcci e teorie di riferimento, hanno la caratteristica primaria, centrale ed innegabile di stimolare, creare, e sostenere l’aspetto comunicativo e creare contatto e scambio anche in situazioni...

Il progetto di intervento musicotherapico

  di K. Gieselmann Il progetto d’intervento  Il progetto di musicoterapia, formulato da un musicoterapista dovrebbe contenere le seguenti voci, o punti: L’inquadramento generale del caso con delle considerazioni specificamente musicoterapeutiche, e quindi l’illustrazione dei motivi per i quali si ritiene opportuno proporre un trattamento di musicoterapia. Il modello teorico di riferimento e la tecnica operativa che ne consegue. Le modalità tecnico-organizzative: orari, scadenza, durata totale, luogo, strumentario Le modalità di verifica L’inquadramento generale del caso dovrebbe distinguere le informazioni “oggettive”, come per esempio la diagnosi, dalle considerazioni più specificamente fatte in sede di valutazione musicoterapica. E’ quasi inevitabile che il musicoterapista venga a sapere la diagnosi clinica della persona a lui affidata per la musicoterapia. Ciò nonostante...

Su antichi sentieri di bosco

  Passeggiata notturna con ascolto guidato del paesaggio sonoro, camminando tutta la notte, con Wolfgang Fasser.   di Antonella Di Maggio e Delfina Giovannini   Partenza da Strada in Casentino – arrivo a Poppi Ci ritroviamo in cinquanta nella piazzetta di Strada, pronti per la camminata notturna dedicata all’ascolto. Molti non hanno mai fatto un’esperienza di questo tipo… Non piove più, così, dopo aver gustato la pizza in una allegra osteria, ci raduniamo nella piazza formando un grande cerchio e Wolfgang ci invita a dire i nostri nomi. Comincia da qui il nostro ascolto: chi siamo, dove stiamo andando, come stiamo? Sono le 22,20, nella semioscurità, si intravedono le nostre figure e da ognuna di esse escono le voci dei nomi che percorrono questo anello umano. Wolfgang ci ricorda che il  percorso, in alcuni punti, è impegnativo e nel bosco è meglio affidarci con attenzione...

Dall’esplorazione al gioco simbolico

  di Emma Baumgartner Un noto modello di descrizione dei diversi passaggi che dall’esplorazione conducono al gioco simbolico attraverso l’azione funzionale è stato ideato da Beslky e Most, che hanno elaborato una procedura sistematica del comportamento esplorativo e di gioco nei confronti  degli oggetti tra i 7 e 21 mesi, procedura che identifica dodici livelli di attività, organizzati in modo gerarchico, all’interno di una sequenza evolutiva. Elaborazione orale: il bambino mette in bocca indiscriminatamente gli oggetti. Manipolazione semplice: il bambino manipola un oggetto per almeno 5 secondi controllando visivamente ciò che sta facendo (ad es. passare un oggetto da una mano all’altra, girarlo tra le mani). Manipolazione funzionale: il bambino manipola in modo appropriato e specifico gli oggetti in funzione delle loro caratteristiche (ad es. girare il disco di un...

La Musica in Ospedale

Testo redatto da Victor FLUSSER in collaborazione con  Danièle WOHLGEMUTH, Ministero della Salute, Parigi Marc MICHEL, Università Marc Bloch, Strasburgo Alessandro PERONDI, Athenaeum Musicale, Firenze   Definizione La musica in Ospedale, così come noi la intendiamo: è un atto musicale autentico e un percorso di ascolto è una musica condivisa e un ambiente sonoro arricchito è una stretta interazione tra musicisti e équipe ospedaliere nel rispetto delle competenze e delle aspettative di queste è una stretta interazione tra i musicisti, i malati e i loro familiari nel rispetto delle competenze e delle aspettative di questi è una stretta collaborazione tra professionisti della salute e della cultura Finalità La musica in Ospedale, così come noi la intendiamo: può partecipare al progetto di umanizzazione dell’ospedale, creando momenti privilegiati di piacere e di emozione, nel corso...

Riemergere con le note

  di C. Boselli La musicoterapia può aiutare, perché il malato recupera il contatto con le sue emozioni. Dalla porta a vetri filtrano suoni e canti. Non siamo al conservatorio, ma in una casa di riposo. Un giovane con la chitarra è circondato da anziani: chi agita un tamburello, chi accenna un passo di tarantella, chi canticchia. Al centro un musicoterapeuta, gli altri sono malati di Alzheimer. L’uso di suono, ritmo e musica come strumento di espressione e comunicazione iniziò ad assumere carattere scientifico nel 1811 grazie al medico e compositore italo – slovacco Pietro Lichtenthal (scrisse su questo tema un saggio: Influenza della musica sul corpo umano). Oggi la musicoterapia è un valido aiuto per autismo, psicosi, tossicodipendenza. E più di recente nell’Alzheimer, malattia per cui le cure per ora agiscono solo sui sintomi. Come entrare in relazione con chi non è più...

L’équipe – Un tentativo di integrazione istituzionale

  Di Wolfgang Fasser, Musicoterapeuta, SFMT, AIM Introduzione Il trattamento musicoterapico di bambini con handicap è spesso soltanto una forma di intervento tra altre. Il musicoterapista si inserisce nel gruppo di adulti che accompagnano il bambino nel suo cammino. Tuttavia, se questo è facilmente concretizzabile all’interno di una istituzione, molto più difficile è realizzare la collaborazione con le figure esterne, anzi essa rappresenta una sfida continua. Tutto ciò è stato oggetto di intense e ripetute discussioni, specialmente nell’ambito della musicoterapia con bambini. Nel seguente testo descrivo le mie idee, conoscenze ed esperienze riguardo a questo importante aspetto di sottofondo del setting. L’équipe In qualità di fisioterapista e musicoterapista libero professionista sono abituato, e per me è anche un’esigenza, ad avere contatti sia con il paziente...