Approccio terapeutico – la voce che emerge

  primo incontro con Wolfgang  Fasser Primi incontri dedicati allo sviluppo della voce– quando nasce, come si sviluppa il suono Foglio Musicoterapia (MT) – Tante cose sono legati alla musica; la parola, il movimento, il gesto – questo modello un po’ integrale. Una modalità è la musica- fare, ascoltare, dialogo sul livello, un altra modalità è il tocco anche costruire con gli oggetti, gioco simbolico, aspetti teatrali, espressività attraverso i gesti teatrali–  Queste sono le modalità che durante l’incontro vengono attivati. Esperienza integrata nel suo vissuto – un approccio multimodale. Tutto serve per avere contatto, relazione e  creare qualcosa che è utile per il cammino del bambino. Incontrare l’altro – dobbiamo osservare, comprendere, capire come è questo bambino, come sviluppa il linguaggio e come elabora il suono, che consapevolezza del suono ha,...

Suggerimenti per la musicoterapia con bambini

  I seguenti suggerimenti derivano dall’esperienza pratica di tanti terapisti. Queste regole sono utili e applicabili in musicoterapia con i bambini “normodotati” e anche con i bambini “altrimenti abili”. Il loro sostegno teorico lo possiamo ritrovare nei concetti della psicologia dello sviluppo Suggerimenti pratici per il lavoro musicoterapico con i bambini di Wolfgang Fasser Il bambino deve essere sveglio, soddisfatto e calmo, soprattutto quando introduciamo delle nuove attività. Crea una routine riproducibile in ogni seduta musicoterapica. Prepara tutto prima che il bambino arrivi. Prova, suona e lavora in un luogo silenzioso. Evita qualsiasi disturbo e invasione nella tua relazione con il bambino. Vai con il tempo del bambino. Le attività possono procedere in modo più lento o più  veloce di quanto tu pensi. Accogli il più possibile le iniziative del bambino, farai progressi...

Ricordi musicali della mia infanzia

  Di Wolfgang Fasser Se ritorno col pensiero agli anni di scuola vedo un piccolo Wolfgang allegro nella allora casa paterna. Sto vicino alla porta di casa, probabilmente pronto per uscire fuori per dedicarmi al tanto amato gioco nella natura. Guardo verso la porta dello studio di mio padre. La porta è chiusa e sento un’allegra operetta. Talmente forte che non sento cosa fa mio padre. Mio Padre passava molte ore in questa stanza, lavorava per la scuola di cui era preside e aveva anche da fare molti lavori per la politica sociale e dell’istruzione. Il suo ufficio sembrava essere un auditorio. Una grande quantità di dischi, cassette e nastri erano disposti ordinatamente e ben catalogati. A quei tempi non avevamo un televisore, era la radio che portava le notizie e radiodrammi e molti concerti nella casa. Mio padre amava la musica classica. Opere ed operette, sinfonie e musica da...

Il musicoterapista e il suo credo

  Il musicoterapista e il suo credo nelle relazioni interpersonali Di Wolfgang Fasser Oggi, è una credenza comune tra i terapisti di vario genere che la terapia passa attraverso la relazione. La relazione terapeutica, una relazione asimmetrica e di aiuto, è un “contenitore” per la crescita. I mezzi utilizzabili sono di natura diversa: verbale, farmacologica, tecnica, artistica etc. addirittura fino alla Pet-Therapy che utilizza un animale vivente. Il fenomeno complesso, dinamico e interdipendente con il paziente si manifesta attraverso  i molteplici linguaggi della comunicazione umana. Di conseguenza l’attenzione nel dibattito tra specialisti si volge anche alla formulazione dei vari aspetti relazionali offerti in terapia. L’elaborazione di un proprio credo per le relazioni  è di fondamentale importanza. Qual è la sua natura? culturale, professionale e personale. La formulazione...

Avvicinarsi alla realtà musicoterapica

  UNA PROPOSTA, NOZIONI PER GLI STUDENTI DI MUSICOTERAPIA di Wolfgang Fasser Questo volume è costituito da differenti articoli che gli autori hanno gentilmente permesso di pubblicare. Queste nozioni, che vogliono essere un invito ad un percorso per gli studenti di musicoterapia, mettono a fuoco, in particolare, tre linee di sviluppo: la relazione teraupetica l’autobiografia psico – musicale l’osservazione di sé e dell’altro. Per crearsi le competenze relazionali – comunicative e di osservazione è necessario un processo di formazione sia professionale che umano. Il lavoro su noi stessi in questo senso è basilare e nutrirà la musicoterapia da condividere con il paziente. Ulteriori particolari ed informazioni attuali sulla musicoterapia sono e saranno aggiornati nel sito www.iltrillo.org 1. Setting, terapia e relazione terapeutica Appunti per l’attività musicoterapica...

La valutazione del successo terapico

  Di Wolfgang Fasser, Musicoterapeuta, SFMT, AIM Nella osservazione iniziale del paziente si rilevano le abilità e le difficoltà personali. L’osservazione musicoterapica segue criteri specifici. I risultati che ne conseguono sono utili anche per la formulazione del giudizio complessivo dell’équipe. Ciascun progetto musicoterapico contiene, accanto al risultato dell’osservazione diretta, le informazioni anamnestiche, mediche e psicologiche, obiettivi e finalità e un piano di stimolazione individuale. Ognuno è formulato in maniera tale da essere comprensibile per il paziente o i responsabili familiari, il personale sanitario e quanti altri sono coinvolti e dunque verificabile; è importante usare un linguaggio tecnico leggibile anche da i non esperti. Il processo di miglioramento diventa in questo modo riconoscibile e influisce sulla messa a punto degli interventi...

La terapia breve con gli adulti

  Di Wolfgang Fasser, Musicoterapeuta, SFMT, AIM Alla terapia di lunga durata dei bambini fa da contrappunto la predominante nonché soddisfacente terapia breve con gli adulti; un  processo scelto da molti pazienti sulla base dell’efficienza della soluzione rispetto ad un problema specifico, in un’ottica tra l’altro anche economica. Qui di seguito cerco di formulare le risposte a quattro domande di fondo: Che cos’è la terapia breve? Come si applica alla musicoterapia ambulatoriale? Quali situazioni si adattano a questo setting? Quali sono le tecniche più usate nella musicoterapia breve? La terapia breve Il modello di terapia breve, oggi molto diffuso, è stato formulato per la prima volta negli anni ‘70 a Palo Alto da un gruppo di esperti di comunicazione e psicologi, rifacendosi soprattutto ai lavori di Bateson e dei suoi collaboratori: Weakland, Haley e Free. Si tratta...

Lo strumentario musicoterapico e la sua polivalenza

  Di Wolfgang Fasser, Musicoterapeuta, SMFT, AIM Lo strumentario essenziale dell’atelier di musicoterapia  è costituito, oltre che dagli strumenti musicali formali, anche da oggetti quotidiani: ad esempio coperchi di pentole che possono essere utilizzati per fare musica. In un approccio lavorativo ad orientamento olistico ciascun corpo sonoro e ciascun strumento musicale hanno un significato specifico ed esclusivo che si mostra nell’uso formale ed informale oppure nella relazione con altri oggetti o strumenti; altrimenti, hanno un significato mutevole che nasce attraverso la relazione affettiva fra musicoterapista e paziente. Accanto al risultato sonoro-musicale, nel percorso ludico (maneggiare, giocare e musicare) emergono anche altri effetti terapeutici extra sonori musicali. Ad esempio, suonando il tamburo in pelle con entrambe le mani, oltre alla capacità di...

Strategie di coping e compensazione

  Strategie di coping e compensazione nel setting musicoterapico per un’efficiente integrazione della mia cecità  Di Wolfgang Fasser, Musicoterapeuta, SFMT, AIM All’inizio della mia attività musicoterapica l’incognita principale era, e in parte lo è ancora oggi,  come poter adempiere soddisfacentemente ai compiti assunti data la cecità; come introdurre strategie “non-visual based” per raggiungere il giusto risultato; quali sono le possibilità effettive nelle situazioni in prevalenza non verbali; come orientarmi nello spazio e nell’interazione all’interno del setting. La trattazione che segue illustra la complessità di tale questione mostrando ciò che per me, nella mia situazione, è naturale mentre spesso risulta inimmaginabile per i colleghi e le colleghe vedenti che costituiscono l’équipe con cui collaboro. In particolare, vorrei...

Dusty: il cane-guida

  Dusty: il cane-guida nel setting musicoterapico Di Wolfgang Fasser, musicoterapeuta SFMT, AIME Da ormai tanti anni, il coinvolgimento di animali nel contesto terapeutico è una tematica in ambito scientifico oggetto di incessante riflessione e confronto. I trattamenti con il cavallo (“ippoterapia”), con il cane (“dogstherapy”) e i piccoli animali sono ormai molto noti; mentre meno diffusa, anche se molto conosciuta, è la “delfino-terapia”. Nel mondo dell’handicap gli animali vengono introdotti con compiti specifici: il cane guida per non-vedenti, il cane di assistenza per i non-udenti, per gli epilettici e per i portatori di handicap fisico. In tutte le forme di introduzione dell’animale c’è un aspetto comune: il rapporto  che conduce a nuove modalità di interazione e spazi di esperienza, grazie alla presenza e alla collaborazione dell’animale...