1. Il Trillo e la sua quotidianità: nuovi sviluppi

Quest’anno può essere designato come l’anno delle controversie. Da un lato ho dovuto investire tempo e forze in questioni burocratiche per riuscire a garantire il proseguimento dell’Atelier di improvvisazione musicale “il Trillo”; dall’altro sono stato invitato ad organizzare nuovi progetti per la scuola e per il centro diurno per disabili mentali e così ho intensificata notevolmente l’attività musicoterapica. Questi progetti hanno portato il lavoro musicoterapico al di fuori dell’Atelier riuscendo a raggiungere più bambini ed adulti disabili. 

Rapporto annuale 2002

Wolfgang Fasser

Si sono sviluppati  gruppi musicoterapici per adulti disabili mentali e, sempre in questo periodo, anche la collaborazione con le istituzioni locali è stata soddisfacente.

Nel corso dell’anno, causa malattia ho dovuto interrompere la mia attività per 6 settimane,  ciononostante molti bambini ed adulti hanno potuto fortunatamente proseguire le terapie. 

I miei progetti formativi e terapeutici sono stati offerti e praticati sia in Svizzera che in Italia. E’ proprio dall’insieme delle attività realizzate sono nati nuovi contatti e ulteriori iniziative. 

Il “Trillo” cresce dunque in svariati modi: libero e spontaneo, anche sulla base delle difficoltà incontrate. L’ultima fase del processo di crescita è notoriamente la più difficile ma spesso anche la più produttiva.

Dobbiamo menzionare la gradita presenza della pedagogista Sig. Verena Steiner, dalla Svizzera. La Sig.ra Steiner ha collaborato per 4 settimane all’Atelier, apportando la sua competenza specifica e i 25 anni di esperienza con bambini disabili. Anche i genitori dei bambini sono molto grati alla Sig.ra Steiner per i colloqui e le iniziative effettuate. Un grazie di cuore da parte di tutti per il suo interessamento e  il suo contributo all’anno in oggetto.

  1. Le cifre in breve

Nel corso del 2002 le persone che complessivamente hanno accolto la proposta dell’Atelier di improvvisazione musicale “il Trillo” sono in termini assoluti 81 e come l’anno precedente la maggior parte di essi (il 51%)  per seguire la terapia musicoterapica, mentre il 31% la fisioterapia.

 Delle restanti persone invece il 17% si è sottoposto alla valutazione clinica ed una quota assai esigua (pari all’1%) alla supervisione.

Entrando specificatamente nel merito della musicoterapia, delle 41 terapie complessive, 11 sono terapie attivate per la prima volta per nuovi pazienti; 22 riguardano terapie già intraprese, seguono cioè un percorso terapico definito in precedenza e infine 8 sono terapie nuove per pazienti che hanno già frequentato l’Atelier nel passato, per altri motivi. 

Nell’insieme si tratta principalmente di terapie a lungo termine e  il trattamento è più che altro di tipo individuale.

I pazienti che seguono la proposta musicoterapica offerta dall’Atelier il Trillo

Tra i pazienti, anche questo anno si rileva un incremento numerico dei più “piccoli”, oltretutto alquanto cospicuo. Infatti, se lo scorso anno i minori si aggiravano intorno al 26%, oggi invece delle 41 persone che seguono la terapia musicoterapica, 1 su 3 è un bambino o un ragazzo. 

Peraltro, la quota dei pazienti più anziani si riduce drasticamente, addirittura quasi si dimezza.

Considerando l’età anagrafica secondo i cicli di vita lavorativa, ovvero il periodo formativo, il periodo lavorativo e il periodo pensionabile, si determina dunque che la fascia centrale (quella relativa alla forza lavoro attiva) rimane la più consistente.

Al contrario, seguendo il punto di vista antroposofico del corso della vita in cicli di 7 anni, si osserva che la fascia che contiene il numero più ampio di pazienti è quella che va dagli 8 ai 14 anni (vedi fig. 3).

                          Figura 3 – Pazienti secondo l’età in cicli di 7 anni (valori assoluti)

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Riguardo al genere, ancora una volta si conferma la prevalenza numerica di bambine e donne rispetto alla presenza di bambini e uomini: 23 femmine contro 18 maschi.

Nell’insieme la maggioranza dei pazienti (ovvero 26 persone su 41) è portatrice di handicap.

Da dove provengono?

Come lo scorso anno, la quasi totalità dei pazienti proviene dalla provincia di Arezzo, precisamente 32 su 41. Relativamente ai comuni, le quote più consistenti riguardano coloro che risiedono innanzitutto a Bibbiena (14 persone) e poi Poppi e Pratovecchio (rispettivamente 5 e 4 persone).

E’ mio interesse infatti soddisfare soprattutto le esigenze sia delle persone che vivono sul territorio che delle istituzioni locali così da evitare a tutti coloro che hanno bisogno di seguire la terapia lunghi viaggi in auto ad Arezzo e Firenze.

Non a caso di tutti i pazienti, la maggior parte è venuta a conoscenza dell’esistenza dell’Atelier il Trillo e della mia proposta per mezzo di un vero e proprio passaparola tra conoscenti (19 persone) e parenti (5 persone); viceversa, 10 persone attraverso il medico di famiglia o istituzioni sanitarie e 7 tramite associazioni che operano per lo più nel campo del disagio.

Le forme di terapia musicoterapica scelte

Data la forte presenza di portatori di handicap e il relativo setting necessario, l’ampia maggioranza delle terapie (29 su 41) consiste in un trattamento individuale, ovvero in un setting diadico.

In ordine decrescente seguono 8  terapie di tipo musicoterapico di gruppo: una forma terapica dove suono, ritmo e relazione giocano un ruolo fondamentale, un’attività creativa di estrema rilevanza, soprattutto perché si rivolge stabilmente a un piccolo gruppo. 

Infine, si ha una forma speciale di terapia, quale la “musicoterapia con coinvolgimento familiare” dove insieme al paziente viene coinvolta nell’esperienza relazionale circolare una persona del nucleo familiare, generalmente la madre (4 terapie).

Come sempre, il successo della terapia è difficilmente valutabile. Soltanto sulla base dell’osservazione dei risultati conseguiti è possibile compiere una stima per determinare valori indicativi, utili per un orientamento complessivo. Come mostra la figura che segue, per la maggior parte dei pazienti, gli obiettivi prefissati sono stati pienamente raggiunti e per poco più di un terzo mediamente raggiunti (vedi Fig. 5). Considerando la complessità dei disturbi per lo più sofferti e di conseguenza della terapia da effettuare, un simile risultato è sia positivo che di estrema rilevanza. 

  1. Attività particolari in Italia e all’estero

Un elemento nel corso dell’anno degno di nota è indubbiamente l’attività esterna al “Trillo”. Ho potuto realizzare molti progetti musicoterapici e artistici, su richiesta di Comuni, Associazioni e Istituzioni. Gli incarichi di insegnamento  si sono sviluppati soprattutto nel campo della musicoterapia, fisioterapia e dell’handicap. Sul tema dell’ascolto mi sono giunte richieste di organizzazione di momenti riflessivi e meditativi per gruppi ad orientamento spirituale. Questi seminari, definiti di “musicoterapia pastorale”, hanno riscontrato una discreta frequenza. In appendice verrà riportata la lista completa di tutti i corsi speciali e concerti con il gruppo musicale “Shalom Kletzmer”. Lo scambio di esperienze, sia all’interno che all’esterno dell’Atelier è decisamente stimolante e reciprocamente arricchente. L’attività didattica viene sempre nutrita dal lavoro pratico. Allo stesso modo, il mio agire e il mio pensiero si fanno più chiari e più strutturati attraverso lo sforzo di renderli trasparenti agli studenti. 

Sono grato a tutti coloro che ho incontrato nel mio cammino per il  confronto realizzato, da cui ho tratto molte indicazioni utili per il mio operato.

  1. Pubblicazioni, televisione ed internet

Con mia grande sorpresa l’articolo: “Mettersi al riparo invece di bruciare” ha riscosso un grande successo nella stampa specialistica. Questo articolo è nato da un mio intervento alla conferenza sul tema della sindrome di Burnout nei gruppi di studio interdisciplinari ed è stato tradotto, in versione scritta, in collaborazione con il Dr. J. Schiltknecht. 

L’articolo era stato pubblicato inizialmente in lingua tedesca nell’edizione di gennaio della rivista settoriale svizzera “Physiotherapeutenverbandes”. A febbraio dello stesso anno è uscita l’edizione francese e a giugno è uscito nella rivista specialistica austriaca per fisioterapisti. E’ stato riportato anche nello stesso sito di Burnout www.burnout.at. Sulla base di queste pubblicazioni è nata un’altra conferenza  in occasione dell’incontro annuale dell’Associazione medici liberi professionisti a Muri (Svizzera).

L’organizzazione per non vedenti “Unitas”, nella sua rivista audio mensile, ha pubblicato una mia intervista sul tema dell’integrazione, sulla mia esperienza personale e altri tre miei contributi:

  • “Stai attento dice la mamma”
  • “Piccole mani nere”
  • “Il fiume addosso”

All’interno dei programmi della televisione: “Salute-benessere” è stato replicato per ben due volte il film sul tema dell’integrazione dei non vedenti cui ho preso parte, già trasmesso lo scorso anno. 

In futuro vorrei che parte di questo filmato potesse essere utilizzato anche nell’ambito di congressi e seminari.

Nel Website del Trillo sono stati inseriti nuovi articoli specialistici sia in lingua italiana che tedesca. Sono felice di vedere che i visitatori del sito continuano a crescere. Fino ad oggi, nel sito www.iltrillo.org, ci sono stati 10.340 visitatori da più di 20 paesi. Inoltre ci sono sempre più domande specialistiche che mi vengono rivolte sulla base delle pubblicazioni.

Il Web si è dimostrato un efficace mezzo di comunicazione per appassionati e per studenti dei miei corsi. La costruzione della rete si allarga. In proposito  ha chiesto di prendere alcuni articoli e due studenti di musicoterapia hanno chiesto un sostegno per le documentazioni.

Sul Website della A.G.A.P.H. e su quello della fondazione Baracchi (www.fondazionebaracchi.it) sono stati pubblicati commenti e foto sui corrispondenti progetti comuni del Trillo. 

Questi legami trasversali sono l’espressione positiva dello sviluppo delle relazioni ed aiutano nel sempre crescente lavoro basilare della sensibilizzazione e  pubblicazione dei temi ben noti a noi “Insidern”: contributi per una integrazione reciproca.

5. Aggiornamento, supervisione e tesi di laurea

Nonostante le difficoltà descritte ho potuto proseguire il mio aggiornamento personale. Ho fatto un ulteriore seminario di insegnamento musicoterapeutico sotto dal guida della musicoterapeuta Françoise Lombard. Il suo lavoro si è concentrato soprattutto sugli aspetti relazionali e comunicativi di ogni incontro e ha stimolato lo sviluppo ulteriore dei partecipanti: una condizione indispensabile per noi terapisti. 

L’attività di aggiornamento è stata arricchita da momenti di scambio con diversi colleghi. Inoltre, la continua supervisione di gruppo con il Prof. P.L. Postacchini, di Bologna, ha portato ad un approfondimento sostanziale nell’elaborazione dei casi.

Nel prossimo anno voglio iscrivermi ad un corso di approfondimento sul tema del sostegno a bambini pluriminorati con problemi alla vista. Questo corso, organizzato dal comitato centrale svizzero per i non vedenti, mi aiuta ad approfondire la conoscenza e le capacità nei rapporti e nella terapia con questi bambini. La maggior parte dei “bambini del Trillo” sono infatti  pluriminorati  e necessitano di una prospettiva adeguata a loro. 

L’11 novembre ha rappresentato il punto d’arrivo del mio lavoro con la discussione della tesi in musicoterapica dal titolo “Crescere insieme”. Nelle 150 pagine della tesi, in base ai temi di prassi attuale, dimostro come l’incontro musicoterapeutico sia per entrambe le parti – musicoterapista e paziente – un’occasione di crescita,  sia umanamente che professionalmente. Nello stesso tempo ho cercato di mostrare come la musicoterapia e la fisioterapia si integrino pienamente. Questo approccio, che qualifico “Musicoterapia integrativa”, è particolarmente vantaggioso per  i bambini    affetti da paralisi cerebrali infantili. Il lavoro realizzato è stato tale che ha ottenuto il diritto di pubblicazione. 

  1. L’associazione di pubblica utilità quale fondamento futuro del progetto

Come già descritto nel rapporto 2001, gli eventi dimostrano come sia urgente la costituzione di un’associazione a sostegno del lavoro complessivo realizzato e che continuo a realizzare. In particolare per assicurare un sostegno musicoterapeutico costante alle tante persone disabili presenti sul territorio. 

Con la fine dell’anno 2002 ho concluso la mia attività come libero professionista e in breve tempo fonderò l’Associazione “IlTrillo”. 

Essa consentirà di realizzare attività sovvenzionate, come per esempio concerti di beneficenza, lotterie pubbliche e simili per autofinanziarsi ma anche di collaborare e partecipare ad altri progetti nel settore dell’handicap, contribuendo così a uscire dall’isolamento locale e a integrarsi ulteriormente sul territorio. Inoltre, permetterà di semplificare gli aspetti amministrativi che l’attività complessiva comporta. 

Attualmente la collaborazione dell’Atelier “Il Trillo” con le organizzazioni locali nell’ambito dell’handicap è buona e può essere intensificata.

Sono felice di constatare che c’è un gruppo di persone che sostiene il mio progetto e che è pronto a collaborare moralmente e fattivamente. Sono grato a tutti loro di cuore.

Visto che gli spazi attuali dell’Atelier, per diversi motivi, non posso essere messi a norma  (barriere architettoniche, scale ecc.) ne devono essere identificati dei nuovi. A tal fine mi sono rivolto ad istituzioni statali e non, ma fino ad ora non sono state trovate delle alternative concrete.

  1. Previsione

Il 2003 dovrà essere l’anno della svolta. Insieme agli amici del Trillo elaborerò nuove basi su cui costantemente poggiare le attività musicoterapeutiche.

L’incontro con i bambini disabili, il loro coraggio e la prontezza ha ispirato me e gli amici vicini a procedere verso un rinnovamento così da incrementare le risorse positive nel contesto locale soprattutto nei termini di giustizia, uguaglianza, apertura e integrazione. Per questi bambini siamo pronti a intraprendere la via del rinnovo de “Il Trillo” che già fin da ora si rivela piena di ostacoli.

 

Attività speciali

(anno 2001)

Gennaio:

8: “Corpo voce e musica” –  Laboratorio musicoterapico articolato in 12 incontri per educatrici di infanzia presso il micronido Ambarabacicicocò (Soci).

17:  “Casentino handicap” –  Intervento sulle esperienze di musicoterapia in Casentino, all’interno della manifestazione dell’Associazione Agaph

presso il Cinema Dante (Ponte a Poppi).

Febbraio:

5: “Con gli orecchi di un pipistrello” – Passeggiata serale con ascolto guidato del paesaggio sonoro invernale. 

16: “Shalom Klezmer in concerto” – Concerto serale del gruppo Shalom Klezmer  in collaborazione con la Proloco e la Parrocchia del comune di Talla.

18: “Massaggio e coccole musicali in famiglia”  – Terzo incontro al Trillo del corso serale di II livello.

Marzo:

13: “Gong e trance” – Concerto al Trillo con Gong, Tamtam e strumenti asiatici.

18: “Massaggio e coccole musicali in famiglia” – quarto incontro al Trillo del corso serale di II livello.

21: “I suoni della primavera” – Passeggiata serale con ascolto guidato del paesaggio sonoro primaverile in occasione dell’inizio della primavera.

Aprile:

02: “Elementi musicoterapici nella pedagogia dell’handicap” – seminario di due giorni per pedagogisti clinici e insegnanti presso la scuola speciale di Schwyz (Svizzera).

07: “Approccio integrativo nel ragionamento clinico e nella terapia” – Seminario di due giorni per medici e fisioterapisti, Fahrwangen, (Svizzera).

Maggio:

17: “A nanna con l’allocco … la mattina con la gallina” – Passeggiata notturna e veglia mattutina con ascolto guidato del paesaggio e dell’alba primaverile.

26: “Settimana di salute” –  in collaborazione con il Dr. K. Mossetter ed il  Maestro B. Jaeger, presso l’Accademia “Arte e Musica” di Loco (Svizzera).

Luglio:

6: “Shalom Klezmer in concerto” –  Concerto del gruppo Shalom Klezmer, Isola di Brisago (Svizzera).

30: “Le danze nel giardino” – Animazione musicale in collaborazione con Michela Munari per il Centro diurno “Mongolfiera” (Figline Valdarno) 

Agosto:

21: “Corpo sonoro – suono corporeo” – Laboratorio musicoterapico per musicisti di dieci giorni, in particolare per suonatori di fiati, presso il Centro internazionale di Formazione, Poppi (Arezzo).

24: “Shalom Klezmer in concerto” – Concerto del gruppo Shalom Klezmer, Castello di Adligenswil (Svizzera)

26: “Settimana di salute” – in collaborazione con il Dr. K. Mossetter ed il  Maestro B. Jaeger, presso l’Accademia “Arte e Musica” di Loco (Svizzera).

Settembre:

14: “L’ultimo saluto al compagno di strada: il cane di guida” – Intervento all’interno del corso di aggiornamento per operatori e persone non-vedenti presso la scuola di cani di guida di Basel (Svizzera)

27: “Elaborazione di un progetto di musicoterapia in base ai bisogni del bambino”

Seminario alla scuola di Musicoterapia – CETOM, Firenze.

28: “Respons-abile” – Incontro riflessivo a tema in collaborazione con la Fraternità di Romena.

29: “Settimana di studio per naturopati” – In collaborazione con la Scuola di naturopatia applicata di Zurigo (Svizzera) presso Quorle (Poppi).

Ottobre:

07: “Corpo, voce e musica” – Laboratorio settimanale musicoterapico e canto armonico in collaborazione con il  Maestro B. Jaeger, presso l’Accademia “Arte e Musica” di Loco (Svizzera).

07: “La percezione di sé e dell’altro nell’incontro terapeutico” – Seminario di due giorni per allievi della scuola di Naturopatia applicata di Zurigo (Svizzera).

Dicembre:

10: “Percezione di sé, autostima e comunicazione in fisioterapia” – Seminario per medici e fisioterapisti Fahrwangen (Svizzera).

11: “Riflessione sulla sindrome del burn out” – Relazione alla serata di aggiornamento per i medici del distretto di Freiamt, Muri (Svizzera).

13 : “Una luce nel bosco” – Passeggiata notturna con ascolto guidato del paesaggio sonoro. 

14: “Trilli azzurri” – Animazione musicale per portatori di handicap e familiari in collaborazione con l’Associazione Agaph, presso la sede dell’Associazione Agaph (Bibbbiena).

14-28: “A tavola!!!” – Shalom Klezmer suona nei ristoranti e nei locali di Pratovecchio.