Approccio terapeutico – la voce che emerge

 

primo incontro con Wolfgang  Fasser

Primi incontri dedicati allo sviluppo della voce– quando nasce, come si sviluppa il suono

Foglio Musicoterapia (MT) – Tante cose sono legati alla musica; la parola, il movimento, il gesto – questo modello un po’ integrale. Una modalità è la musica- fare, ascoltare, dialogo sul livello, un altra modalità è il tocco anche costruire con gli oggetti, gioco simbolico, aspetti teatrali, espressività attraverso i gesti teatrali–  Queste sono le modalità che durante l’incontro vengono attivati.

Esperienza integrata nel suo vissuto – un approccio multimodale. Tutto serve per avere contatto, relazione e  creare qualcosa che è utile per il cammino del bambino.

Incontrare l’altro – dobbiamo osservare, comprendere, capire come è questo bambino, come sviluppa il linguaggio e come elabora il suono, che consapevolezza del suono ha, cosa ascolta il Bambino quando io parlo. (Logopedista ha un altro modo di ascolto verso il bambino, più dettagliato, più articolato verso la parola parlata ) Noi in MT siamo quasi un passo prima . Facciamo esperienze prima del parlare .Tutti i bambini che non hanno accesso al linguaggio sono indicati per la MT. MT molto prima della logopedia. Esperienza di musica la connessione fra il suono – movimento, suono -tocco, suono- respiro, -la gestione del se nello spazio l’accesso – tutti elementi che vengano prima del elaborare la parola. In MT si dice – tutti i bambini che hanno disturbo del linguaggio sono già indicati per la MT

La MT prepara il prerequisito del parlare e dopo per sviluppare il linguaggio.

Osservazione nei primi 4 incontri – giochiamo , facciamo attività – vado verso il bambino, entro in contatto, in relazione –LO PRENDO COME E’. Mentre giochiamo osservo che competenze ha, cosa fa. Provo di rendermi conto su quale livello è attento, su quale livello comprende , dove è la sua consapevolezza. IL  nostro udito può lavorare su vari livelli – come fossero dei strati. Ci sono vari strati più sotto nel udito – nel linguaggio saper parlare è sempre connesso con tante cose –  la psiche, il corpo, il movimento.

 

Noi nella MT si concentra su questi aspetti: Grande cerchio dove è scritto LINGUAGGIO – questo diciamo è il nostro sfondo del parlare, su questo parlare cè un livello che possiamo chiamare musicale – musica. Qualsiasi parlata non verbale è musicale.

Nel aspetto musicale ci sono 4 elementi – suono, rumore, fonemi, parola.

E’ possibile che il bambino ha una consapevolezza del suono. Quando sente la mia voce – sente i suoni. Può essere che il bambino ha consapevolezza per il rumore, non proprio per i suoni, anche sa fa qualche grido, ma gioca con i rumori. Molti bambini autistici fanno dei rumori, non sono interessati a fare i suoni. Non giocano con i suoni, ma con i rumori. O può essere che il B. ha un po maturato la consapevolezza dei fonemi – maa, ou… gioca con i fonemi e fa connessioni fra i vari suoni. Può darsi lui sente i fonemi, non la parola, non il senso della parola.

E poi la consapevolezza della parola – ancora non le frasi, ma la parola. Aggiusti il livello della comunicazione sulla ricezione del altro – allora parlare con parole semplici, non fare frasi complessi – solo l’essenziale –   io parlo per far comprendere l’altro. Solo poche parole – quella parola, non altro.  Frasi molto semplici. Parlare in modo di essere accessibile per l’altro.

Quando anche noi impariamo una nuova lingua – una nuova parola non sento se non conosco la parola (è fuori dalla mia consapevolezza) .

Ci sono questi strati della consapevolezza rumore, suono, fonemi e parola.

E come vedete intorno a questi 4 elementi c’è  il cerchio della musica – che è legata con tutti questi 4 dimensioni.

Osserviamo a quale livello il B. è consapevole   – rumore, suono, fonemi e parola. Poi osservo su quale livello è – produce – suono, rumore… o suono e qualche volte fonemi – osservo dove è consapevole e come produce. Se il bambino è aperto e interessato ai rumori – le mie proposte devono essere con dei rumori e non risponde con i suoni…..  Se gioca con i suoni, ma non è ancora nei fonemi, allora il livello di incontrarlo e con i suoni. Se non è consapevole della sua espressività acustica  – sono molto rumorosi, non si rendono conto.

5 componenti della musica – concetto di Fritz Hegi (Zurigo)

Suono, Ritmo, Melodia, Dinamica, Forma

Fare diagnosi musicale del disturbo. Cerco, guardo, osservo i componenti della musica – per esempio – balbuzia – non riesce a mettere le parole una dietro l’altra, interrotto, frammentato come diagnosi sarebbe – problema ritmico, ha da fare anche con la forma. O chi a la voce bassa, bassa, riesce a parlare solo piano, questo è il problema di dinamica.

Questi 5 elementi sono collegati sul piano dei rumori. Se il bambino ha con dei rumori e fa i rumori può sempre avere un aggancio alla musica – questi rumori si posso fare in modo ritmico, anche una costante aritmia e una espressione ritmica (non facile da seguire), lo seguo con un tappetto sonoro. Se il B. ha una costante aritmia e facile che io mi avvicino alla sua aritmia – allora faccio playback con il suono, un tappetto sonoro, che permette un incontro fra la figura ritmica ed un suono. Sul piano del rumore si può avere una forma, si può avere dinamiche. Le melodie – un po’ più difficile. Su questi elementi possiamo avere un aggancio alla musica. Quando facciamo improvvisazione anche se l’altro fa solo i rumori io attraverso i 5 componenti musicali posso entrare in contatto.

Dobbiamo imparare farsi l’orecchio per differenziare suoni durante un respiro, piccoli gridi, e piano, piano rendersi conto, ricordarli e poi scoprire con cosa sono connessi.

Segue analisi dell’ascolto

Sfida di imparare a conosce di descrivere i rumori e di riconoscerli. Sono tanti piccole sfumature. Apparentemente sembra sofferenza, ma non è detto che esprime questo – magari alla fine ha trovato un tono che produce un suono e questo suono non è curato, non è sviluppato e allenato – Giocava con i suoni ed era contattabile attraverso questi suoni. La sfida è riconoscere la qualità dei rumori e scoprirle e dopo di imitarli. Di riconoscere i componenti musicali in quello. – c’era ritmo, quando respira senza pausa e con la pausa, quando si rilassa, respiro era corto e senza pausa, poi in seguito a cambiato. Anche aspetti di forma, ha ripetuto le sequenze di respiro, delle modalità riconoscibile – potrebbe essere un aspetto molto semplice, ma formale. C’era dinamica in senso – forte e piano, crescendo, un accelerato e decelerato. Livello di consapevolezza – rumore , momenti verso il suono passaggio rumore-suono, pochi suoni che sono venuti dopo. All’inizio lui ha usato la parola (come la mamma, per il passaggio), e poi e stato sul livello rumore e suono. Come pattern della improvvisazione era possibile – pattern in sincronia, suono nelle sue pause – alternare. Lei stava in quello, io le ho proposto. Io faccio suono nella sua pausa – cosi lei sente. Se porto lo stesso tono come lei io la rinforzo. Io ero sul livello del suono lei era sul rumore . Si cerca il contatto, la relazione . Dopo che ho analizzato  mi chiedo – come è il repertorio . Sapeva piangere e fare questi gridi. Niente altro.

La forma a volte è molto importante – i bambini la riconoscono e poi si può giocare con la forma. Ermano (vedere il film). Una bambina pluriminorata quando la macchina della mamma era alla curva per arrivare a Beccarino diceva – “Wolfgang”

Bambina che ha scoperto la voce dopo 4 mesi di lavoro. (aveva già quattro anni e non aveva la voce) Per mesi hanno giocato con i cubi. Costruire delle torri e far le cadere con i suoni. Accompagnare il movimento, quello che accade, con i suoni. Tradurre quello che succede in suoni. Costruire e bum, demolire – lo schema dello gioco.

Si sa che l’attività manuale favorisce emergere della voce – perchè – morfologicamente  il centro del linguaggio è quasi accanto ai centri nervosi per la manualità. Per questo il lavoro manuale ha sempre un effetto positivo per lo sviluppo della voce. Sembrava che ristagnante, ma in realtà non era cosi, era un passaggio verso qualcosa. Si stava condensando e dopo 4 mesi è uscita la voce.

Analisi del ascolto

La bambina rispondeva al babbo in modo anche giusto nelle situazioni. Non sempre rispondeva – il cane – è arrivato dopo.

Ritmo – ba,ba, gioco di sillabe, con una cellula ritmica riconoscibile intensità, figure ritmiche, timbri – ricalcava il timbro del babbo, faceva un suono anche sorprendente. I vocali – A, U, I, melodia. Livello comprensione del linguaggio – comprende fonemi e inizio di comprendere di qualche parola.

Lei mordeva prima di fare suoni, non sapeva esprimersi e per dire no lei mordeva per poter esprimersi. Dopo che ha capito come dire no con la voce, non con i gesti, questo mordere e quasi sparito. Problemi della aggressività sono quasi sempre problemi di espressività, incapacità di esprimersi porta aggressività. I bambini autistici quando sono autoaggressivi, devi sempre guardare di aumentare la possibilità del espressione, sia non verbale con la musica, gesti o anche se è possibile verbalmente. E un stagno di qualcosa che deve venire fuori  non trova la sua espressione e allora regredisce un gesto arcaico – , usare la mano mordere, più basilare – per questo i denti – mordono o no, era un lavoro per aiutare la bambina.

Anche la bambina proponeva e il babbo rispondeva – riassunto – osservare il livello della comprensione, la consapevolezza del suono se è sul tema del: rumore, suono, fonemi, parola e… osservare la produttività, quali di questi livelli, che poi il repertorio. Poi ascoltiamo, osservare come è collegata con gli aspetti musicali – 5 elementi.Questa osservazione poi mi permette dopo di avere una base su quale scegliere l’ingrediente giusto – quando il bambino è sul suono, posso giocare con le parole, ma non con l’idea di usare il senso della parola. Uso la parola come la musica, come un gioco di suoni.

Quando è sul piano dei rumori – devo capire cosa del linguaggio comprende e poi scendere su questo livello per entrare in contatto.

Un altro esempio – Paolo Lupi con Ermano… sullo sfondo – musica classica – la forma. Struttura, forma – mette in ordine i bastoncini. L’atmosfera era sintonizzata con la musica. Questo avviene che la musica crea e aiuta di contenere. Automica ci sintonizzaziono con la musica. Paolo usava le parole.

Il nostro parlare è fatto di tanta musica. Qualche volta l’ altro ascolta la musica, i suoni, non la parola. – come noi ascoltiamo molto il musicale nel parlare del altro. Lingua senza senso – “no sense talking”, li si gioca tutto sul musicale. Si proiettano anche i nostri sensi. Dove non cè la parola, ho la possibilità di essere sul piano dei rumori, suono, fonemi, parola (forse) o anche sul piano della musicalità nel parlare – entrare in contatto li, sempre con il pensiero di incontrare l’altro, accoglierlo come è, creare una relazione, componne, a quale l’altra ha un accesso. Io non sforzo l’altro di funzionare come funziono io. Io mi propongo in maniera accessibile per l’altro – devo saper tradurmi, per entrare in contatto con l’altro. Una volta entrato in contatto possiamo iniziare di espandere dal rumore andare verso il suono, dal suono giocare con il suono e d andare verso le fonemi, dai fonemi – verso la parola, giocare con la parola e arrivare ai frasi di 2 parole di 3 parole e poi metterle in connessioni le parole.

Il suono deriva dal movimento. Prima cè il movimento, che crea il suono. Poi il movimento del suono porta alla parola e la parola mossa porta alla frase, al linguaggio. Connessione fra movimento, suono, parola, frase, linguaggio – tutto e legato al movimento. Lo sviluppo della voce nasce nel corpo – Corpo – Voce – Musica