L’importanza del dubbio

  di Paolo Lupi Mi sono diplomato come musicoterapista al Centro Toscano Musicoterapia a Firenze. La tesi propone un percorso che svolge una ricerca dell’autentico nella relazione con l’altro in musicoterapia, “…tra l’IO e il TU…” (M.Buber “Il principio dialogico ed altri saggi”, ed. S.Paolo, Torino 1993) per creare un mondo condiviso, un “Io-Tu in musica”. Partendo da riferimenti filosofici, psicologici e musicoterapici del nostro tempo, e attraverso una ricerca autobiografica sulla mia esperienza personale, ho cercato di unire le competenze naturali dovute all’esperienza insieme a quelle professionali e per poi cercare di fonderle in un approccio integrativo e dialogico della musicoterapia. In tutto questo ho voluto dare spazio ad un piccolo capitolo sull’importanza che ha il dubbio nell’intervento musicoterapico. Secondo il mio parere “il dubbio” è uno strumento necessario ad...

La musicoterapia: una sfida esistenziale

  di W.Fasser, musicoterapeuta, SFMT, AIM Introduzione Nei colloqui e nei preziosi scritti del Professor Gaetano Benedetti psichiatra e psicoterapeuta, noto per il suo lavoro con pazienti con disturbi psicotici ho trovato un forte invito a riflettere ampiamente sul pensare  e sull’agire nella mia proposta terapica. Benedetti afferma che l’incontro con il malato è per lo psicoterapeuta una propria scuola di autoriconoscimento e gli permette di fare passi verso l’umiltà e la dignità (Benedetti, 1998). Il riferimento dialogico intensivo con cui Benedetti affronta l’evento psicoterapico sensibilizza incommensurabilmente il lato umano del terapeuta. Accettando questa sfida che diventa esistenziale ci mette anche di fronte alle proprie difficoltà aiutandoci ad un confronto continuo con se stessi e l’altro. Ogni incontro con il paziente diventa così una chance per avvicinarsi e...

Approccio terapeutico – la voce che emerge

  primo incontro con Wolfgang  Fasser Primi incontri dedicati allo sviluppo della voce– quando nasce, come si sviluppa il suono Foglio Musicoterapia (MT) – Tante cose sono legati alla musica; la parola, il movimento, il gesto – questo modello un po’ integrale. Una modalità è la musica- fare, ascoltare, dialogo sul livello, un altra modalità è il tocco anche costruire con gli oggetti, gioco simbolico, aspetti teatrali, espressività attraverso i gesti teatrali–  Queste sono le modalità che durante l’incontro vengono attivati. Esperienza integrata nel suo vissuto – un approccio multimodale. Tutto serve per avere contatto, relazione e  creare qualcosa che è utile per il cammino del bambino. Incontrare l’altro – dobbiamo osservare, comprendere, capire come è questo bambino, come sviluppa il linguaggio e come elabora il suono, che consapevolezza del suono ha,...

Suggerimenti per la musicoterapia con bambini

  I seguenti suggerimenti derivano dall’esperienza pratica di tanti terapisti. Queste regole sono utili e applicabili in musicoterapia con i bambini “normodotati” e anche con i bambini “altrimenti abili”. Il loro sostegno teorico lo possiamo ritrovare nei concetti della psicologia dello sviluppo Suggerimenti pratici per il lavoro musicoterapico con i bambini di Wolfgang Fasser Il bambino deve essere sveglio, soddisfatto e calmo, soprattutto quando introduciamo delle nuove attività. Crea una routine riproducibile in ogni seduta musicoterapica. Prepara tutto prima che il bambino arrivi. Prova, suona e lavora in un luogo silenzioso. Evita qualsiasi disturbo e invasione nella tua relazione con il bambino. Vai con il tempo del bambino. Le attività possono procedere in modo più lento o più  veloce di quanto tu pensi. Accogli il più possibile le iniziative del bambino, farai progressi...

Ricordi musicali della mia infanzia

  Di Wolfgang Fasser Se ritorno col pensiero agli anni di scuola vedo un piccolo Wolfgang allegro nella allora casa paterna. Sto vicino alla porta di casa, probabilmente pronto per uscire fuori per dedicarmi al tanto amato gioco nella natura. Guardo verso la porta dello studio di mio padre. La porta è chiusa e sento un’allegra operetta. Talmente forte che non sento cosa fa mio padre. Mio Padre passava molte ore in questa stanza, lavorava per la scuola di cui era preside e aveva anche da fare molti lavori per la politica sociale e dell’istruzione. Il suo ufficio sembrava essere un auditorio. Una grande quantità di dischi, cassette e nastri erano disposti ordinatamente e ben catalogati. A quei tempi non avevamo un televisore, era la radio che portava le notizie e radiodrammi e molti concerti nella casa. Mio padre amava la musica classica. Opere ed operette, sinfonie e musica da...

Il musicoterapista e il suo credo

  Il musicoterapista e il suo credo nelle relazioni interpersonali Di Wolfgang Fasser Oggi, è una credenza comune tra i terapisti di vario genere che la terapia passa attraverso la relazione. La relazione terapeutica, una relazione asimmetrica e di aiuto, è un “contenitore” per la crescita. I mezzi utilizzabili sono di natura diversa: verbale, farmacologica, tecnica, artistica etc. addirittura fino alla Pet-Therapy che utilizza un animale vivente. Il fenomeno complesso, dinamico e interdipendente con il paziente si manifesta attraverso  i molteplici linguaggi della comunicazione umana. Di conseguenza l’attenzione nel dibattito tra specialisti si volge anche alla formulazione dei vari aspetti relazionali offerti in terapia. L’elaborazione di un proprio credo per le relazioni  è di fondamentale importanza. Qual è la sua natura? culturale, professionale e personale. La formulazione...

Avvicinarsi alla realtà musicoterapica

  UNA PROPOSTA, NOZIONI PER GLI STUDENTI DI MUSICOTERAPIA di Wolfgang Fasser Questo volume è costituito da differenti articoli che gli autori hanno gentilmente permesso di pubblicare. Queste nozioni, che vogliono essere un invito ad un percorso per gli studenti di musicoterapia, mettono a fuoco, in particolare, tre linee di sviluppo: la relazione teraupetica l’autobiografia psico – musicale l’osservazione di sé e dell’altro. Per crearsi le competenze relazionali – comunicative e di osservazione è necessario un processo di formazione sia professionale che umano. Il lavoro su noi stessi in questo senso è basilare e nutrirà la musicoterapia da condividere con il paziente. Ulteriori particolari ed informazioni attuali sulla musicoterapia sono e saranno aggiornati nel sito www.iltrillo.org 1. Setting, terapia e relazione terapeutica Appunti per l’attività musicoterapica...

La valutazione del successo terapico

  Di Wolfgang Fasser, Musicoterapeuta, SFMT, AIM Nella osservazione iniziale del paziente si rilevano le abilità e le difficoltà personali. L’osservazione musicoterapica segue criteri specifici. I risultati che ne conseguono sono utili anche per la formulazione del giudizio complessivo dell’équipe. Ciascun progetto musicoterapico contiene, accanto al risultato dell’osservazione diretta, le informazioni anamnestiche, mediche e psicologiche, obiettivi e finalità e un piano di stimolazione individuale. Ognuno è formulato in maniera tale da essere comprensibile per il paziente o i responsabili familiari, il personale sanitario e quanti altri sono coinvolti e dunque verificabile; è importante usare un linguaggio tecnico leggibile anche da i non esperti. Il processo di miglioramento diventa in questo modo riconoscibile e influisce sulla messa a punto degli interventi...

La terapia breve con gli adulti

  Di Wolfgang Fasser, Musicoterapeuta, SFMT, AIM Alla terapia di lunga durata dei bambini fa da contrappunto la predominante nonché soddisfacente terapia breve con gli adulti; un  processo scelto da molti pazienti sulla base dell’efficienza della soluzione rispetto ad un problema specifico, in un’ottica tra l’altro anche economica. Qui di seguito cerco di formulare le risposte a quattro domande di fondo: Che cos’è la terapia breve? Come si applica alla musicoterapia ambulatoriale? Quali situazioni si adattano a questo setting? Quali sono le tecniche più usate nella musicoterapia breve? La terapia breve Il modello di terapia breve, oggi molto diffuso, è stato formulato per la prima volta negli anni ‘70 a Palo Alto da un gruppo di esperti di comunicazione e psicologi, rifacendosi soprattutto ai lavori di Bateson e dei suoi collaboratori: Weakland, Haley e Free. Si tratta...

Lo strumentario musicoterapico e la sua polivalenza

  Di Wolfgang Fasser, Musicoterapeuta, SMFT, AIM Lo strumentario essenziale dell’atelier di musicoterapia  è costituito, oltre che dagli strumenti musicali formali, anche da oggetti quotidiani: ad esempio coperchi di pentole che possono essere utilizzati per fare musica. In un approccio lavorativo ad orientamento olistico ciascun corpo sonoro e ciascun strumento musicale hanno un significato specifico ed esclusivo che si mostra nell’uso formale ed informale oppure nella relazione con altri oggetti o strumenti; altrimenti, hanno un significato mutevole che nasce attraverso la relazione affettiva fra musicoterapista e paziente. Accanto al risultato sonoro-musicale, nel percorso ludico (maneggiare, giocare e musicare) emergono anche altri effetti terapeutici extra sonori musicali. Ad esempio, suonando il tamburo in pelle con entrambe le mani, oltre alla capacità di...

Strategie di coping e compensazione

  Strategie di coping e compensazione nel setting musicoterapico per un’efficiente integrazione della mia cecità  Di Wolfgang Fasser, Musicoterapeuta, SFMT, AIM All’inizio della mia attività musicoterapica l’incognita principale era, e in parte lo è ancora oggi,  come poter adempiere soddisfacentemente ai compiti assunti data la cecità; come introdurre strategie “non-visual based” per raggiungere il giusto risultato; quali sono le possibilità effettive nelle situazioni in prevalenza non verbali; come orientarmi nello spazio e nell’interazione all’interno del setting. La trattazione che segue illustra la complessità di tale questione mostrando ciò che per me, nella mia situazione, è naturale mentre spesso risulta inimmaginabile per i colleghi e le colleghe vedenti che costituiscono l’équipe con cui collaboro. In particolare, vorrei...

Dusty: il cane-guida

  Dusty: il cane-guida nel setting musicoterapico Di Wolfgang Fasser, musicoterapeuta SFMT, AIME Da ormai tanti anni, il coinvolgimento di animali nel contesto terapeutico è una tematica in ambito scientifico oggetto di incessante riflessione e confronto. I trattamenti con il cavallo (“ippoterapia”), con il cane (“dogstherapy”) e i piccoli animali sono ormai molto noti; mentre meno diffusa, anche se molto conosciuta, è la “delfino-terapia”. Nel mondo dell’handicap gli animali vengono introdotti con compiti specifici: il cane guida per non-vedenti, il cane di assistenza per i non-udenti, per gli epilettici e per i portatori di handicap fisico. In tutte le forme di introduzione dell’animale c’è un aspetto comune: il rapporto  che conduce a nuove modalità di interazione e spazi di esperienza, grazie alla presenza e alla collaborazione dell’animale...

Il contatto e il coinvolgimento della famiglia

  Il contatto e il coinvolgimento della famiglia del paziente Di Wolfgang Fasser Musicoterapeuta, SMFT, AIM   Nell’attività terapeutica il rapporto fra me, come musicoterapista, e la famiglia del bambino, e in particolar modo il contatto e la partecipazione attiva della famiglia nella terapia si esplicano soprattutto mediante due sistemi: il colloquio con i genitori come mezzo di accompagnamento nella musicoterapia individuale; il coinvolgimento attivo della famiglia nel setting allargato. Il colloquio, con o senza momenti di autoesperienza musicoterapica, serve per lo scambio di informazioni e l’approfondimento della conoscenza del bambino. Nel processo terapico la partecipazione e la presenza della famiglia costituisce per il bambino un sostegno o una necessità. Allo stesso tempo una simile situazione può avere anche carattere didattico per i genitori presenti, con effetti...

Il giocare e il suonare nell’ambiente preparato

  Di Wolfgang Fasser Musicoterapeuta, SFMT, AIM Nella lingua tedesca, la mia madrelingua, la parola “Spiel” e il verbo “spielen” hanno vari significati. La prima da un lato comprende l’attività ludica dei bambini, per esempio il gioco libero, d’altro viene utilizzata anche per la rappresentazione viva dell’arte: si parla così di “Theaterspiel” per indicare la recitazione teatrale, di “Klavierspiel” per il suonare il pianoforte ecc. Allo stesso tempo la parola viene utilizzata anche nell’ambito dello sport: “Fußballspiel” ovvero il gioco del calcio. Il verbo “spielen” può significare l’attività ludica ma anche il suonare uno strumento con strumenti musicali formali. Entrambi gli ambiti pertanto già dal punto di vista linguistico sono vicini tra loro. Nel contesto viene affrontato...

Atelier di improvvisazione musicale

  Il mio Atelier di improvvisazione musicale e i suoi frequentator Di Wolfgang Fasser Musicoterapeuta, SFMT, AIM Ho deciso di praticare la libera professione dopo 12 anni di attività specialistica in ospedale come praticante fisioterapista, supervisore clinico e docente. Questa scelta è stata intrapresa soprattutto per liberarmi dai condizionamenti obbligati di un’istituzione e per soddisfare le mie esigenze di lavorare secondo un approccio olistico. Il mio lavoro fisioterapico, a partire dalla collaborazione con il policlinico psichiatrico e il reparto psicoterapico sotto la guida del Prof. Jürg Willi, all’ospedale dell’università di Zurigo negli anni 1982-1987, è stato arricchito da esperienze di musicoterapia ricettiva, da attività espressive attraverso mezzi creativi e da colloqui di sostegno. Il perfezionamento post-diploma in terapia breve, terapie...

Dare voce alla voce

  Contributi della musicoterapia integrativa nello sviluppo vocale dei bambini affetti da paralisi cerebrali infantili. di Wolfgang Fasser INTRODUZIONE Il bambino con paralisi cerebrali infantili (PCI) Nel contesto presenterò alcune esperienze di musicoterapia integrativa con bambini affetti da paralisi cerebrali infantili  comunemente qualificati bambini con “PCI”. Il termine ‘PCI’ indica il bambino affetto da paralisi cerebrali cioè da quei disturbi che si manifestano con lievi o anche gravi problemi motori in forma della tetraparesi, della diplegia o dell’emiplegia ecc.. Disagi che contengono sempre ulteriori difficoltà come ad esempio: di percezione, di integrazione sensoriale e di problemi cognitivi. Quasi tutti questi bambini hanno difficoltà a parlare, a usare la voce. Rifacendomi alla mia esperienza vorrei mostrare quale sia il sostegno e il contributo della musicoterapia...

La musicoterapia in ospedale

  Associazione femminile in visita a Myrijam Blank di C. Naegeli Lo scorso martedì mattina un gruppo di donne dell’associazione cattolica femminile di Altnau e Güttingen si è riunito nella cappella dell’ospedale di Münstlingen per seguire l’interessante esibizione della musicoterapista Myrijam Blank. Secondo Dias la musicoterapista ha riferito sulla sua attività ospedaliera per quasi quindici anni. La terapia si può definire con “servire”, “fare del bene ad un altro”, “aspettare”, “curare”, “occuparsi di”, “stabilizzare” e così via. La musica come terapia, dice Myrijam Blank, tradotto in altre parole, significa fare del bene per qualcun’altro. “La musicoterapia non si può fare, accade semplicemente. Si esterna quale forma espressiva interiore”. “Incontro con la musica”...

Le mie risorse personali

  Le mie risorse personali, le prospettive ed i valori su cui si basa la terapia Di Wolfgang Fasser, Musicoterapeuta, SFMT, AIM Introduzione Nell’articolo precedente (La musicoterapia integrativa espressione dell’integrazione di fisioterapia e di musicoterapia) è emerso che il mio pensiero ed il mio agire integrativo sono elementi di base del mio operato. Senza la pretesa di raggiungere la completezza cercherò di evidenziare i presupposti di fondo di questo approccio. La riflessione, stimolata durante il percorso della supervisione, ha delineato un cammino complesso, ma alquanto interessante; di fatto si tratta di riconoscere a quali modelli di musicoterapia si avvicina il mio lavoro e d’imparare a distinguerlo, per poi metterlo in rapporto ad altri. Anche io naturalmente vorrei potermi allineare agli attuali modelli di musicoterapia, ma credo sia prima importante formulare...

La visione dialogica nella musicoterapica

LA VISIONE DIALOGICA NELLA RELAZIONE MUSICOTERAPICA: AUTENTICITA’ED EMPATIA di Paolo Lupi Nel mio percorso di musicoterapista ho cercato di strutturare fin da subito le mie competenze musicoterapiche attorno alla parola chiave RELAZIONE AUTENTICA. Credo infatti che esistano i presupposti per la crescita se esiste un contatto autentico tra due persone e nel nostro caso tra musicoterapista e paziente. Non esiste processo terapeutico se le persone al suo interno non si sono contattate profondamente. L’atto di responsabilità primario sta nell’accoglienza; curare questa parte in modo autentico ed essenziale crea il presupposto per la buona riuscita dell’intervento. Accogliere l’altro in ciò che è, in quello che esprime nel qui ed ora è il primo atto di responsabilità del musicoterapista. Prendendo spunto dal pensiero dialogico del filosofo M.Buber ho così affrontato l’argomento trattandolo...

Ascoltare il bosco di notte quando gli occhi non servono

  di Maria Cristina Carratù da: La Repubblica, 27 luglio 2005 L’APPUNTAMENTO è nel centro di Quorle, una minuscola aia presidiata  da una chiesetta, a notte già cominciata. Ci si presenta al buio.  “Da dove venite?”, chiede Wolfgang, “da Milano, da Roma, da Firenze”, si risponde dallo scuro, a malapena distinguendo le sagome dei compagni di viaggio, ci si orienta con le voci, una donna, un uomo, un giovane, un anziano, c’è anche un bambino. Zainetto per lo spuntino di mezzanotte, scarpe pesanti, “niente pile, per favore”. Wolfgang tiene al guinzaglio il vecchio cane Dusty, che annusa qualche odore selvatico. Partenza. Si va ad ascoltare il bosco, il “paesaggio sonoro” di una notte d’estate sui monti del Casentino. Le voci, i mille suoni di una vita segreta e febbrile ignota alle nostre orecchie sovraccariche, distratte da troppi rumori di fondo. Ci guida questo svizzero...

Ansia e depressione si curano con la musica

  di P. Caneva La terapia con le note funziona soprattutto per i disturbi della mente. Ma non solo…. L’uomo ha sempre cercato nella musica uno strumento terapeutico. La musicoterapia trae spunto proprio da questo principio: produrre effetti benefici per la salute grazie ai suoni. E’ un’attività “corporeo-sonoro-musicale” che, sviluppando una reazione non verbale tra il terapeuta e la persona, favorisce l’espressione e l’integrazione fisica, psicologica ed emotiva. Questa disciplina si rivolge principalmente: A tutti i bambini (sia sani sia malati); Ai ragazzi affetti da handicap psico-fisici; Alle persone adulte che soffrono di depressione, che sono colpite da momentanei dolori fisici (come per esempio quelli del parto o quelli conseguenti ad un intervento chirurgico) oppure che vivono particolari momenti di stress. DISCIPLINA SCIENTIFICA I primi cenni di utilizzo della...

quando la clinica emigra nella vita

  di Lucia Landi Pereira e Maria Luisa Breda Premessa: (di Gianni Tognone) L’anno che si chiude ha visto la nascita e la diffusione del sistema azienda nella sanità italiana. Per accompagnare questa svolta (di cui si percepiscono moltissimo le scosse e le ambivalenze, senza che s’intravedano segni credibili di miglioramento culturale – istituzionale – gestionale) la RdI aveva fatto a suo tempo la scelta di dare uno spazio privilegiato al tema dei «diritti», evocati via via negli ultimi numeri, in varie forme, va avendo come comune denominatore l’obiettivo di non fare dimenticare, anzi semmai di accentuare la centralità di un’attenzione alle persone, soprattutto a quelle portatrici di bisogni inevasi. Coerentemente con quell’intenzione, vorremmo chiudere questo percorso con un’agenda (di cui già si sono proposti alcuni elementi negli ultimi editoriali), suggerita questa...

Scheda di valutazione musicoterapica

  Scheda di Katja Gieselmann Nome paziente:...

Appunti per l’attività musicoterapica

  Appunti per l’attività musicoterapica quotidiana con i bambini (*) di Wolfgang Fasser In qualità di musicoterapisti accompagniamo i bambini spesso per periodi di tempo abbastanza lunghi. Il nostro rapporto, elemento significativo del nostro salutare stare insieme, va oltre l’aspetto professionale. Incontriamo i bambini anche come persone, come uomini, siamo testimoni della loro crescita. La nostra prospettiva è orientata alle esigenze del bambino; il clima relazionale e le regole di base della crescita costruiscono uno spazio nel quale crescita e cura possono coesistere e accadere. Che cosa significa, per noi musicoterapisti, questo concetto di base? Di quali capacità e disposizioni abbiamo bisogno per andare in questa direzione? Come si manifesta, tradotto nel quotidiano, questo setting mentale? Nel seguito descrivo, in modo coinciso, gli aspetti centrali di questa tematica. Si...

Comunicazione e relazione dei linguaggi

  Comunicazione e relazione attraverso la globalità dei linguaggi da: Bambini in ospedale N. 11/12 – Gennaio 1989 di L. Matteo Lorenzetti   “… prima di Platone, gli antichi non concepivano l’uomo come un’anima che ha un corpo, ma come un corpo che e in relazione col mondo. Di questa relazione il corpo è espressione, simbolo, manifestazione nel linguaggio, nel riso, nel pianto, nel gesto, nel canto, nella danza, nella sofferenza, dove a esprimersi non è il corpo come parte delI’uomo, ma l’uomo nella sua totalità, che nel corpo vive il suo esser qui e non là, il suo ora e non allora, in una parola: la sua situazione…” U. Galimberti (Psichiatria e fenomenologia, Feltrinelli, 1987)   1. Le cifre dei sentimenti nell’alfabeto del corpo emozionato Didier Anzieu dice che “… il senso nasce dal corpo, dal...

Le note dell’incontro: musicoterapia a “Il Trillo”

  di Paolo Lupi e Wolfgang Fasser   “Ogni singolo Tu è un canale di osservazione verso il Tu eterno. Attraverso ogni singolo Tu la parola-base si indirizza all’eterno” Martin Buber La musicoterapia è di fatto ormai molto presente e attiva all’interno dei servizi socio-sanitari e socio-educativi con obiettivi preventivi, riabilitativi e terapeutici. Si presenta però come una materia ancora giovane ed in costante evoluzione sia per quanto riguarda la sua definizione istituzionale che per quanto riguarda lo studio e l’applicazione del suo potenziale specifico, intrinseco ai suoi parametri sonori-musicali ed alla loro espressione. La musica e la musicoterapia però, al di là dei diversi approcci e teorie di riferimento, hanno la caratteristica primaria, centrale ed innegabile di stimolare, creare, e sostenere l’aspetto comunicativo e creare contatto e scambio anche in situazioni...

Il progetto di intervento musicotherapico

  di K. Gieselmann Il progetto d’intervento  Il progetto di musicoterapia, formulato da un musicoterapista dovrebbe contenere le seguenti voci, o punti: L’inquadramento generale del caso con delle considerazioni specificamente musicoterapeutiche, e quindi l’illustrazione dei motivi per i quali si ritiene opportuno proporre un trattamento di musicoterapia. Il modello teorico di riferimento e la tecnica operativa che ne consegue. Le modalità tecnico-organizzative: orari, scadenza, durata totale, luogo, strumentario Le modalità di verifica L’inquadramento generale del caso dovrebbe distinguere le informazioni “oggettive”, come per esempio la diagnosi, dalle considerazioni più specificamente fatte in sede di valutazione musicoterapica. E’ quasi inevitabile che il musicoterapista venga a sapere la diagnosi clinica della persona a lui affidata per la musicoterapia. Ciò nonostante...

Su antichi sentieri di bosco

  Passeggiata notturna con ascolto guidato del paesaggio sonoro, camminando tutta la notte, con Wolfgang Fasser.   di Antonella Di Maggio e Delfina Giovannini   Partenza da Strada in Casentino – arrivo a Poppi Ci ritroviamo in cinquanta nella piazzetta di Strada, pronti per la camminata notturna dedicata all’ascolto. Molti non hanno mai fatto un’esperienza di questo tipo… Non piove più, così, dopo aver gustato la pizza in una allegra osteria, ci raduniamo nella piazza formando un grande cerchio e Wolfgang ci invita a dire i nostri nomi. Comincia da qui il nostro ascolto: chi siamo, dove stiamo andando, come stiamo? Sono le 22,20, nella semioscurità, si intravedono le nostre figure e da ognuna di esse escono le voci dei nomi che percorrono questo anello umano. Wolfgang ci ricorda che il  percorso, in alcuni punti, è impegnativo e nel bosco è meglio affidarci con attenzione...

Dall’esplorazione al gioco simbolico

  di Emma Baumgartner Un noto modello di descrizione dei diversi passaggi che dall’esplorazione conducono al gioco simbolico attraverso l’azione funzionale è stato ideato da Beslky e Most, che hanno elaborato una procedura sistematica del comportamento esplorativo e di gioco nei confronti  degli oggetti tra i 7 e 21 mesi, procedura che identifica dodici livelli di attività, organizzati in modo gerarchico, all’interno di una sequenza evolutiva. Elaborazione orale: il bambino mette in bocca indiscriminatamente gli oggetti. Manipolazione semplice: il bambino manipola un oggetto per almeno 5 secondi controllando visivamente ciò che sta facendo (ad es. passare un oggetto da una mano all’altra, girarlo tra le mani). Manipolazione funzionale: il bambino manipola in modo appropriato e specifico gli oggetti in funzione delle loro caratteristiche (ad es. girare il disco di un...

La Musica in Ospedale

Testo redatto da Victor FLUSSER in collaborazione con  Danièle WOHLGEMUTH, Ministero della Salute, Parigi Marc MICHEL, Università Marc Bloch, Strasburgo Alessandro PERONDI, Athenaeum Musicale, Firenze   Definizione La musica in Ospedale, così come noi la intendiamo: è un atto musicale autentico e un percorso di ascolto è una musica condivisa e un ambiente sonoro arricchito è una stretta interazione tra musicisti e équipe ospedaliere nel rispetto delle competenze e delle aspettative di queste è una stretta interazione tra i musicisti, i malati e i loro familiari nel rispetto delle competenze e delle aspettative di questi è una stretta collaborazione tra professionisti della salute e della cultura Finalità La musica in Ospedale, così come noi la intendiamo: può partecipare al progetto di umanizzazione dell’ospedale, creando momenti privilegiati di piacere e di emozione, nel corso...

Riemergere con le note

  di C. Boselli La musicoterapia può aiutare, perché il malato recupera il contatto con le sue emozioni. Dalla porta a vetri filtrano suoni e canti. Non siamo al conservatorio, ma in una casa di riposo. Un giovane con la chitarra è circondato da anziani: chi agita un tamburello, chi accenna un passo di tarantella, chi canticchia. Al centro un musicoterapeuta, gli altri sono malati di Alzheimer. L’uso di suono, ritmo e musica come strumento di espressione e comunicazione iniziò ad assumere carattere scientifico nel 1811 grazie al medico e compositore italo – slovacco Pietro Lichtenthal (scrisse su questo tema un saggio: Influenza della musica sul corpo umano). Oggi la musicoterapia è un valido aiuto per autismo, psicosi, tossicodipendenza. E più di recente nell’Alzheimer, malattia per cui le cure per ora agiscono solo sui sintomi. Come entrare in relazione con chi non è più...

L’équipe – Un tentativo di integrazione istituzionale

  Di Wolfgang Fasser, Musicoterapeuta, SFMT, AIM Introduzione Il trattamento musicoterapico di bambini con handicap è spesso soltanto una forma di intervento tra altre. Il musicoterapista si inserisce nel gruppo di adulti che accompagnano il bambino nel suo cammino. Tuttavia, se questo è facilmente concretizzabile all’interno di una istituzione, molto più difficile è realizzare la collaborazione con le figure esterne, anzi essa rappresenta una sfida continua. Tutto ciò è stato oggetto di intense e ripetute discussioni, specialmente nell’ambito della musicoterapia con bambini. Nel seguente testo descrivo le mie idee, conoscenze ed esperienze riguardo a questo importante aspetto di sottofondo del setting. L’équipe In qualità di fisioterapista e musicoterapista libero professionista sono abituato, e per me è anche un’esigenza, ad avere contatti sia con il paziente...

La musicoterapia per bambini con difficoltà emotive

  Di Sandra Lutz-Hochreutener La musicoterapia clinica (di seguito MT) è un metodo di cura ad orientamento psicodinamico, oggi molto utilizzato nei diversi settori della psichiatria, della medicina e della educazione curativa. E’ proprio in quest’ultima branchia che vanta una lunga tradizione: originariamente utilizzata prevalentemente nelle istituzioni antroposofiche, viene oggi introdotta nei molteplici settori dell’educazione curativa, a seconda delle indicazioni. In questo articolo viene dato uno sguardo al lavoro con i bambini che, a causa di difficoltà emotive, vengono affidati alla musicoterapia. Che cos’è la musicoterapia? E’ difficile esprimere a parole molto di ciò che si svolge nella vita interiore dell’uomo, e soprattutto quando si tratta di sentimenti spiacevoli oppure tabù come la rabbia, la paura, la vulnerabilità oppure la tristezza. Con la musica è diverso; riesce...

Il rispetto

  di Paolo Lupi “…Ogni faccia è simbolo della vita, e ogni vita merita rispetto… Con il rispetto di ciascuno si rende omaggio alla vita In tutto ciò che ha di bello, di meraviglioso,  di diverso e di inatteso…” Tahar Ben Jelloun   Nell’incontro musicoterapico e non solo, risulta fondante e fondamentale il contenuto del “rispetto”. Ciascun intervento deve iniziare, svolgersi e concludersi nel pieno rispetto dell’ambiente in cui si svolge, nel pieno rispetto di se stessi e nel pieno rispetto dell’altro. “Rispetto” che muove tutto il percorso, dalla fase di progettazione, alla presa in carico, alla definizione degli obiettivi e delle strategie, all’incontro,  fino ad arrivare alla conclusione della terapia ed alla verifica del processo stesso. Tutte queste fasi devono essere agite rispettando se stessi e rispettando l’altro nel suo modo di intendere il mondo, nei suoi...

Il lettino sonoro

  di Wolfgang Fasser Musicoterapeuta, SFMT, AIM Il lettino sonoro, chiamato anche monocordo o tavola sonora, trova molteplici impieghi sia nella rieducazione terapeutica che in quella musicoterapica per la stimolazione di bambini portatori di handicap. Lo strumento a corda, simile ad un’arpa, è facile da suonare sia per gli adulti che per i bambini. Ha la forma di una tavola, o meglio di una superficie, dove il piano è vuoto e funge da corpo di risonanza. Per il trattamento i pazienti, sia adulti che bambini, possono sdraiarsi sullo strumento o sedersi sopra. Per i bambini con difficoltà di ascolto e di linguaggio, con disfunzioni senso-motorie, con disturbi di percezione nell’ambito proprioceptivo uditivo-tattile, il lettino sonoro si presta molto bene per la stimolazione audio-vibratoria. In genere è impiegato specificamente per questi scopi, ma può essere utilizzato...

Musicoterapia in acqua

  Di Assoc. Anni Verde Nell’anno 2001-2 la Scuola di formazione in musicoterapia Glass Harmonica, presso l’Associazione Anni Verdi di Roma, ha attivato un gruppo di studio e ricerca sulla musicoterapia in acqua con pazienti psichiatrici della comunità psico – riabilitativa “Helios” di Roma. Il gruppo di lavoro è composto di due operatori della comunità “Helios” e da alcuni tirocinanti della Scuola, sotto la supervisione della dottoressa E. D’Ulisse. L’intervento è orientato, in accordo con il modello Benenzon, a instaurare una relazione terapeutica stabile tra pazienti e musicoterapisti nel contesto non-verbale. La scelta della piscina come setting musicoterapico è nata dal desiderio di approfondire alcuni studi ed esperienze compiuti dal professor Benenzon in Argentina. Da tali esperienze emerge come l’elemento acqua sia...

Tinnito

  Foglio d’istruzioni per parenti di portatori di tinnito Di Lega tinnito Svizzera Chi non soffre di rumori auricolari difficilmente può capire perché una tale patologia possa portare  quasi alla disperazione. La seguente esposizione vuole aiutare i parenti dei portatori di tinnito a capire meglio la malattia ed a imparare a dare una mano per superarla. Il tinnito (così si chiamano in linguaggio medico questi rumori auricolari strazianti) è una patologia che va presa sul serio come tutte le altre malattie fisiche o impedimenti. Il malato non mostra segni, il rumore che nasce nella profondità del sistema auricolare non si sente dall’esterno – e ciò nonostante è sempre presente, disturbando il sonno e la capacità di concentrazione. Il tinnito si può verificare in concomitanza con varie otopatie (danni acuti o cronici da rumore, debolezza d’udito della...

Sorgenti sonore del musicoterapista

  Di Wolfgang Fasser Musicoterapeuta SFMT, AIM L’attenzione sul significato della consapevolezza della propria storia sonoro-musicale è richiamata fortemente dalla letteratura musicoterapica (tra molti vedi ad esempio: Hegi, 1986; Demetrio, 1994; Benezon, 1998). L’essenza della musicalità presente in ciascuno di noi è il risultato di impronte musicali dirette e anche di fattori indiretti. In questo senso l’intuizione materna nell’avviamento verso il parlare nonché i primi processi di maturazione musicale del bambino sono di fondamentale importanza (Papoũsek, 1994); così anche il semplice passeggiare in montagna costituisce una  ricca esperienza ritmica corporeo-musicale (Hegi, 1986). L’elaborazione autobiografica della propria storia sonoro-musicale illumina una parte delle origini aiutando ad entrarvi in contatto (Smejester, 1996). Il lavoro personale su...

La scala del frastuono

  Ecco le conseguenze che può provocare un eccesso di rumore IL SONNO E I DECIBEL

Il rumore

  a cura di Paulo Ciampi Insonnia, stress, malesseri psichici, danni all’udito. E non solo. A lungo andare, dicono gli studiosi, il rumore può provocare ipertensione e disturbi al cuore, o danneggiare il rendimento scolastico dei nostri figli. Un rumore esagerato si abbatte su di noi giorno dopo giorno da Tir e treni, aerei e cantieri, fabbriche e discoteche. Si calcola che ben il 20% dei cittadini dell’Unione europea deve sopportare livelli inaccettabili di rumore. La Toscana è rumorosa soprattutto nelle grandi città e di notte. Ma è anche una delle poche regioni italiane a controllar la situazione. Oggi abbiamo i dati di oltre 130 comuni: il 45% del territorio e il 75% della popolazione. Il rumore si misura in decibel e la legge fissa i valori massimi, oltre i quali é necessario intervenire. Sono limiti diversi, e dipendono dal posto e dall’ora. Per esempio, in una zona...

Le voci della Terra

  di Stefania Ermini Cronaca di un giorno speciale. L’incontro a Romena tra Vandana Shiva, autentica icona mondiale della lotta per la biodiversità, e il nostro Wolfgang Fasser, fisioterapista e musicoterapeuta non vedente. Due persone innamorate della vita e della natura. Ascoltare le loro voci insieme, è stato un regalo prezioso. Da condividere. C’è un vento nuovo, oggi, a Romena. Si respira un’aria di abbracci che si mescola ad un’attesa di suoni e voci della Terra. A stringersi, Vandana Shiva e Wolfgang Fasser, volti in armonia con l’aria, l’acqua, il fuoco. Oggi, accompagnati da Massimo Orlandi, il “nostro” giornalista e Lisa Clark, traduttrice appassionata delle parole di Vandana, sono anche voci della Terra. Laureata in fisica quantistica e in economia, Vandana Shiva insegna un’altra scienza e sogna la sua giungla immensa, come canta Gianna Nannini in Centomila....

Wolfgang Fasser, un esempio

  La musicoterapia integrativa espressione dell’integrazione di fisioterapia e di musicoterapia Di Wolfgang Fasser, Musicoterapeuta, SFMT, AIM Introduzione L’origine professionale del musicoterapista fino ad oggi è ancora molto varia: si va da quella di insegnante, a quella di medico, di psicologo, di musicista, di assistente sociale, di fisioterapista, di logopedista ecc.. Generalmente si tratta di professionisti che si interessano, studiano e si specializzano ulteriormente in musicoterapia. Una delle immagini più diffuse è quella derivante dall’integrazione professionale di due professioni (Postacchini et. al., 1997). Ne consegue che la musicoterapia sia fortemente modellata dall’attività primaria del professionista e il contesto nonché dal suo stile personale sebbene possa sussistere anche il caso contrario (Benenzon, 1988) ovvero il professionista che...

La mia cecità nella musicoterapia : limiti e possibilità

  Di Wolfgang Fasser, Musicoterapeuta, SFMT, AIM Introduzione I non-vedenti sono gli esperti dell’invisibile e arricchiscono la società con la visione di vita particolare che offrono (Lusseyran, 1963). Quest’affermazione positiva dell’autore e filosofo francese ha impresso in me, fin dai primi anni della mia cecità di bambino, l’accettazione della perdita della vista e mi ha aiutato nella sua elaborazione. Credo e sostengo che ciascuna forma di esistenza minorata abbia un contributo specifico nella società: incontrare e confrontarsi con “esseri umani imperfetti ed anormali” consente ai “sani” di riconoscere la propria fortuna, li aiuta a diventare più contenti nonché a relativizzare se stessi e la propria visione di vita. La dedizione verso i più deboli, la stima e la dignitosa accettazione del loro essere aiuta ad essere ed a...

La relazione terapeutica in musicoterapia 

  di Wolfgang Fasser, Musicoterapeuta, SFMT, AIM Introduzione In qualità di musicoterapisti accompagniamo i bambini spesso per periodi abbastanza lunghi. Il nostro rapporto, elemento significativo del nostro salutare essere insieme, va oltre l’aspetto professionale. Incontriamo i bambini anche come persone e siamo testimoni della loro crescita. La nostra prospettiva è orientata alle esigenze del bambino; il clima relazionale e le regole educative di base costruiscono uno spazio nel quale crescita e cura possono esistere e accadere. Cosa significa per noi musicoterapisti questo concetto di base? Di quali capacità e disposizioni abbiamo bisogno per andare in questa direzione? Come si manifesta, tradotto nel quotidiano, questo setting mentale? Nel contesto che segue descrivo, in modo coinciso, gli aspetti centrali di questa tematica. Si tratta di risultati attuali formulati...

Musica nell’asilo

  Giocare con il ritmo Esperienze di educazione musicale per nidi e le scuole dell’infanzia del comune di Soliera (Modena) di Marisa Piccioli, pedagogista educatrici coinvolte nel progetto: nido Roncaglia: Irene, Nunzuia, Paola, Rossana, Marzia Luciana, Annamaria nido Arcobaleno: Nadia, Marinella, Virginia, Pia il maestro di musica: Simone Francia L’educazione musicale nei servizi per la prima infanzia si propone di organizzare contesti educativi che favoriscano nei bambini la partecipazione consapevole alle attività sonoro-musicali, per contrastare la tendenza alla semplice fruizione passiva cui sono sottoposti naturalmente nell’ambiente di ogni giorno, che favorisce piuttosto L’abitudine alla sonorità anziché L’attenzione critica e partecipe alle esperienze sonore. Come si afferma negli Orientamenti del ’91, il bambino vive in un mondo caratterizzato dalla compresenza di stimoli...