di Wolfgang Fasser

Musicoterapeuta, SFMT, AIM

Il lettino sonoro, chiamato anche monocordo o tavola sonora, trova molteplici impieghi sia nella rieducazione terapeutica che in quella musicoterapica per la stimolazione di bambini portatori di handicap.

Lo strumento a corda, simile ad un’arpa, è facile da suonare sia per gli adulti che per i bambini.

Ha la forma di una tavola, o meglio di una superficie, dove il piano è vuoto e funge da corpo di risonanza.

Per il trattamento i pazienti, sia adulti che bambini, possono sdraiarsi sullo strumento o sedersi sopra.

Per i bambini con difficoltà di ascolto e di linguaggio, con disfunzioni senso-motorie, con disturbi di percezione nell’ambito proprioceptivo uditivo-tattile, il lettino sonoro si presta molto bene per la stimolazione audio-vibratoria. In genere è impiegato specificamente per questi scopi, ma può essere utilizzato anche in sedute non mirate, come ad esempio il rilassamento e la distensione generale oppure per l’incitamento musicale.

Il lettino sonoro, per la sua facilità di uso, può essere suonato velocemente ed efficacemente anche dai non musicisti; inoltre, permette la realizzazione di attività di gruppo anche con il coinvolgimento di più bambini.

Il lettino sonoro e la sua costruzione

Il lettino sonoro, lungo due metri circa e con una larghezza di circa settanta centimetri, è fatto di legno; al fine di garantire la solidità della struttura di base anche i termini laterali della cassa di risonanza sono in legno massello.

L’altezza della cassa di risonanza è di circa quindici centimetri. La superficie di base e quella di copertura sono fatte con un legno multistrato ben piallato che permette ai bambini di starci in piedi. Entrambe le superfici di risonanza sono portanti e permettono una buona diffusione del suono.

Il suono viene prodotto da cinquantacinque corde di metallo distese nella parte inferiore del corpo di risonanza, ovvero sotto la tavola. Ciascuna corda viene tenuta da pioli in metallo inseriti nella parte più sottile dello strumento. A ciascuna estremità della tavola le corde scorrono su di un ponticello che le tiene ad un’adeguata distanza dalla cassa di risonanza.

Le corde sono tutte accordate sulla stessa nota. Questo modo retto, attraverso l’oscillazione delle corde, produce una grande quantità e varietà di armonici che hanno delle oscillazioni naturali rispetto al tono di base. Le oscillazioni seguono le stesse regole basilari dei meccanismi di regolazione dell’organismo umano. Una simile corrispondenza può essere utilizzata in musicoterapia proprio come regolatore e al riguardo gli armonici sono di significato centrale.

L’accordatura dello strumento è di facile apprendimento e può essere semplificata tramite un accordatore elettronico. La sua frequenza dipende dall’intensità dell’uso: se lo strumento viene utilizzato di frequente deve essere accordato ogni quattro-sei settimane circa.

La cassa di risonanza poggia su quattro gambe di legno smontabili, lunghe circa settanta centimetri. Il suonatore può comodamente sedersi a lato e suonare le corde dal di sotto. Spesso anche i bambini si siedono sotto per suonare le corde.

Indicazioni sull’impiego del lettino sonoro nella quotidianità musicoterapica

Il lettino sonoro può essere proposto in vari modi e con intensità differenti: dalla partecipazione attiva dei pazienti attraverso il suonare con le proprie mani alla ricezione mediante l’ascolto ed il sentire i suoni.

Il lettino sonoro può servire sia come principale strumento di cura che come ausilio abbinato ad altri. Inoltre, può funzionare da mediatore oppure da oggetto vincolante all’interno del rapporto tra musicoterapista e bambino, ed è proprio e soprattutto in questo ambito che assume un valore elevato.

Nel corso della mia esperienza il lettino sonoro si  è rivelato utile in particolare per:

  • la regolazione del tono muscolare ed emotivo, ovvero tonificare o rilassare;
  • la stimolazione della coordinazione delle abilità manuali bilaterali;
  • la stimolazione della motorietà fine e grossolana della mano e del braccio;
  • la stimolazione del controllo degli impulsi e del regolamento della forza;
  • l’apprendimento dell’ascolto sia in generale che in particolare nel caso di bambini con problemi di udito;
  • la sensibilizzazione della completa esperienza di ascolto attraverso il potenziamento dell’ascolto tattile-proprioceptivo-uditivo;
  • la sensibilizzazione della percezione proprioceptiva uditiva-tattile e l’integrazione di percezioni esterne ed autopercezioni;
  • l’avviamento linguistico, la formazione vocale e l’elaborazione della sensazione di melodia sia della parola sia della frase;
  • la sensibilizzazione della capacità di intonazione nel parlare e nel cantare;
  • la sensibilizzazione dell’interazione e stimolazione dialogica reciproca;
  • il rilassamento dei terapisti.

Suonare il lettino sonoro o utilizzarlo per un trattamento produce direttamente effetti rilassanti che servono anche per l’igiene psicologica personale.

L’apprendimento della cura del lettino sonoro e le modalità di suonarlo              

L’apprendimento di base del monocordo, approfondito attraverso l’esercizio personale, può realizzarsi in un tempo limitato ma per accrescere la preparazione si può ricorrere a lezioni di perfezionamento svolte da musicoterapisti esperti nell’ambito della educazione curativa e della musicoterapia.

Per ampliare la competenza e renderla sempre più efficace nella situazione lavorativa ho seguito diversi corsi.

Con l’andare del tempo il monocordo è diventato una componente importante dello strumentario musicoterapico; tutte le volte adatto l’introduzione del lettino sonoro nella sua forma ricettiva o attiva alla situazione specifica e alle relative esigenze.

Nella quotidianità clinica della musicoterapia il lettino sonoro purtroppo non è ancora molto diffuso, così in ogni occasione devo impegnarmi a inventare nuovi metodi in base al paziente, alle sue necessità e al processo terapeutico nel suo insieme.