Testo redatto da Victor FLUSSER in collaborazione con 
Danièle WOHLGEMUTH, Ministero della Salute, Parigi
Marc MICHEL, Università Marc Bloch, Strasburgo
Alessandro PERONDI, Athenaeum Musicale, Firenze

 

Definizione
La musica in Ospedale, così come noi la intendiamo
:

  • è un atto musicale autentico e un percorso di ascolto

  • è una musica condivisa e un ambiente sonoro arricchito

  • è una stretta interazione tra musicisti e équipe ospedaliere nel rispetto delle competenze e delle aspettative di queste

  • è una stretta interazione tra i musicisti, i malati e i loro familiari nel rispetto delle competenze e delle aspettative di questi

  • è una stretta collaborazione tra professionisti della salute e della cultura

Finalità
La musica in Ospedale, così come noi la intendiamo
:

  • può partecipare al progetto di umanizzazione dell’ospedale, creando momenti privilegiati di piacere e di emozione, nel corso dei quali il peso della malattia e dell’ospedalizzazione è messo tra parentesi 

  • può collaborare al miglioramento della qualità di vita per tutte le persone che soggiornano o che lavorano in ospedale

  • può partecipare alla presa in carico globale dei pazienti alle cure relazionali; si rivolge alla persona ospedalizzata come a un soggetto nella sua globalità del suo presente e dei suoi progetti del futuro, essa cerca di incontrare la sua energia vitale ed il suo desiderio di vita 

  • può sensibilizzare le persone che lavorano o soggiornano in ospedale a confrontarsi e ad aprirsi a nuove esperienze artistiche e culturali 

Valutazione
La musica in Ospedale, così come noi la intendiamo, può esser valutata attraverso
:

  • l’appropriazione reciproca, da parte del personale ospedaliero, dei pazienti e dei loro familiari e dai musicisti, dell’atto musicale condiviso 

  • la sua integrazione nel progetto dell’ospedale o nel progetto di reparto da parte dei professionisti ospedalieri

  • la trasformazione dell’ambiente sonoro dell’ospedale, rendendolo meno rumoroso e più ricco

  • la dinamizzazione della comunicazione tra le persone presenti in ospedale

  • il miglioramento della rappresentazione soggettiva dell’ospedale da parte di coloro che vi lavorano o che vi soggiornano

I musicisti intervenenti
I musicisti, così come noi li intendiamo, sono dei professionisti, dei musicisti competenti formati specificamente all’azione in ambiente ospedaliero
:

  • attraverso l’acquisizione di competenze relazionali; essi sono capaci di inserire la loro azione in un progetto di reparto; sono capaci di creare dei legami con i pazienti, i loro familiari e le équipe curanti; sono capaci di creare interazioni musicali con le differenti persone presenti all’ospedale

  • attraverso l’acquisizione di conoscenze delle regole e del funzionamento della struttura ospedaliera: essi sono capaci di agire all’interno di un reparto ospedaliero rispettando l’insieme delle norme e delle regole di funzionamento 

  • attraverso l’acquisizione di competenze organizzative: sono capaci di gestire, in stretta collaborazione con le équipe ospedaliere, la messa in opera di progetti di musica in ospedale; sono capaci di partecipare al coordinamento di progetti di partenariato tra reparti ospedalieri e strutture musicali della comunità, come una scuola di musica, un’orchestra o un gruppo musicale

  • con lo sviluppo di una riflessione personale e di un lavoro d’ordine psicologico sul dolore, lo stress, la solitudine, la separazione, l’angoscia, la morte: hanno le risorse interiori per condividere queste sensazioni con le varie persone in ospedale

In rapporto con altre modalità di musica in ospedale
La Musica in Ospedale, così come noi la intendiamo, differisce:

  • dalla musicoterapia: il musicista all’ospedale non ha né desiderio, né strategia di trasformazione degli altri. Cerca di incontrare pazienti nella loro diversità, cerca di incontrare la “persona in stato di presenza” che è dietro la “persona in stato di malattia o di ospedalizzazione”. È nell’intera libertà del dialogo intersoggettivo che il musicista, con i pazienti, i loro familiari e con le équipes ospedaliere, costruisce uno spazio di comunicazione, spazio di vita, spazio artistico sensibile. La sua azione non si sostituisce ad un protocollo di cure e non è valutata in termini di efficacia terapeutica.

  • dall’animazione musicale: le modalità dell’azione del musicista in ospedale sono più variate di quelle di portare la festa, la distrazione e l’intrattenimento all’ospedale. I musicisti all’ospedale possono, in alcune circostanze, fare animazione, ma il cuore della loro azione è l’incontro e l’interazione individuale o in piccoli gruppi con i pazienti, i loro familiari e le équipes ospedaliere. La stupefazione, la sorpresa, la calma, il ritorno su di sé, il rilassamento, l’apprendimento reciproco, l’addormentamento o la liberazione dalla tristezza e dall’angoscia fanno parte delle emozioni messe in movimento dalla musica all’ospedale.

  • da un nuovo spazio da concerto o di presentazione di musicisti alla ricerca di un nuovo pubblico: basato principalmente su un’interazione individuale o con piccoli gruppi, l’atto musicale è profondamente trasformato e si costruisce nella dinamica delle relazioni. È per questo che non lo consideriamo come una presentazione di musica, ma come una condivisione creativa musicale.

  • dall’intrusione di musicisti che suonano in modo sconsiderato nei reparti: il musicista che interviene all’ospedale conosce e rispetta le norme, le modalità e le regole di funzionamento dei servizi ospedalieri. Con le équipes ospedaliere il musicista all’ospedale inserisce la sua azione nel progetto del reparto.

  • dall’arrivo di musicisti commossi dalla malattia o dalle condizioni dell’ospedalizzazione, desiderosi di fare un’azione di buona volontà o di generosità in ambito ospedaliero: il musicista all’ospedale è un professionista con competenze specifiche per intervenire in varie situazioni, vari luoghi e con varie persone all’interno dell’ospedale. È riconosciuto dal personale ospedaliero per la professionalità della sua azione.