Giocare con il ritmo

Esperienze di educazione musicale per nidi e le scuole dell’infanzia del comune di Soliera (Modena)

di Marisa Piccioli, pedagogista

educatrici coinvolte nel progetto:

nido Roncaglia: Irene, Nunzuia, Paola, Rossana, Marzia Luciana, Annamaria

nido Arcobaleno: Nadia, Marinella, Virginia, Pia

il maestro di musica: Simone Francia

L’educazione musicale nei servizi per la prima infanzia si propone di organizzare contesti educativi che favoriscano nei bambini la partecipazione consapevole alle attività sonoro-musicali, per contrastare la tendenza alla semplice fruizione passiva cui sono sottoposti naturalmente nell’ambiente di ogni giorno, che favorisce piuttosto L’abitudine alla sonorità anziché L’attenzione critica e partecipe alle esperienze sonore. Come si afferma negli Orientamenti del ’91, il bambino vive in un mondo caratterizzato dalla compresenza di stimoli diversi, il cui eccessivo e disorganico sovrapporsi può comportare il rischio di una diminuzione dell’attenzione e dell’interesse per il mondo dei suoni e un atteggiamento di ricezione soltanto passiva.

L’educazione musicale deve favorire nel bambino la capacità di discriminazione dei suoni, la percezione attiva delle fonti sonore, la scelta consapevole dei contenuti musicali. Attività sonore specifiche all’interno di un progetto educativo coerente sono finalizzate allo sviluppo dell’intelligenza musicale. Howard Gardner, nel suo saggio sulla pluralità dell’intelligenza, a proposito dell’intelligenza musicale, scrive che fra tutti i doni che gli individui possono sviluppare nessuno emerge prima del talento musicale. Lo sviluppo della competenza musicale si manifesta fin dalle prime settimane di vita; infatti, i bambini già a due mesi sono in grado di imitare tono, intensità e melodia dei canti della loro madre e i bambini di quattro mesi sanno imitare anche strutture ritmiche. I bambini piccoli sono specialmente predisposti a cogliere questi aspetti della musica, più di quanto siano sensibili ad aspetti centrali del linguaggio e sono in grado di impegnarsi in giochi con suoni di carattere creativo.

Valutata l’importanza di costruire e sviluppare sul territorio percorsi di educazione musicale per bambini piccoli, il comune di Soliera ha predisposto un progetto pedagogico, realizzato presso i nidi e le scuole d’infanzia statali e autonome del territorio. L’educazione sonoro-musicale ha assunto la struttura del progetto di continuità tra nido e scuola dell’infanzia, coinvolgendo i bambini dei nidi interessati al passaggio alla scuola materna e i bambini del primo anno di scuola d’infanzia.

La formazione sul campo ha avuto una particolare importanza nella costruzione di percorsi educativi di tipo sonoro-musicale. La conduzione delle attività è stata affidata ad un maestro di musica che ha operato presso i nidi e le scuole, in collaborazione con le insegnanti e ha operato presso ogni servizio una volta la settimana, per un intero anno scolastico; le sezioni di nido, sono state divise in piccoli gruppi di sei -otto bambini, seguiti da un’educatrice e dal maestro stesso. Le attività si sono svolte in una stanza priva di arredi e hanno avuto una durata di almeno 30-40 minuti. Nella scuola d’infanzia, le attività si sono svolte con gruppi di dodici bambini circa. In questo contesto, I’adulto è organizzatore di ambiti di gioco che favoriscano l’osservazione dei comportamenti spontanei dei bambini e una loro evoluzione. L’insegnante deve evitare di imporre le proprie scelte e riuscire a guidare senza orientare; deve piuttosto utilizzare capacità di osservazione e di ascolto, unite a una buona cultura musicale.

L’esperienza ha voluto stimolare nei bambini L’abitudine ad osservare, esplorare ed ascoltare. E’ stato importante il passaggio dalle attività di scoperta e manipolazione degli oggetti alla costruzione di oggetti sonori che ha prodotto il coinvolgimento attivo dei bambini e li ha impegnati in attività di progettazione, fino al coinvolgimento corporeo attraverso la musica, utile a stimolare movimenti di tutto il corpo in modo libero e attivo. In questo modo, i bambini hanno acquisito quelle capacità di osservazione e di ascolto che hanno consentito di stabilire connessioni tra il mondo dei suoni e la realtà quotidiana ed esterna. Connessioni riprese in senso più ampio nella continuità educativa, elaborata nel progetto ”Simone Acchiappasuoni” che ha offerto ai bambini la possibilità di ritrovare in altri contesti quali quello della scuola dell’infanzia, le esperienze sonore vissute al nido.

E’ qui presentata, nella scheda a) l’esperienza educativa realizzata presso i Nidi d’infanzia di Soliera, curata qui nello specifico dal Nido Roncaglia; la scheda b) riporta, invece, l’itinerario delle attività più specifico per le scuole dell’infanzia. Il progetto, realizzato nell’anno scolastico 2000/2001, ha avuto, caratteristiche di territorialità; sono, infatti, stati coinvolti n. 54 bambini del nido e n. 180 della scuola dell’infanzia. Successivamente, L’attività sonoro musicale è stata estesa alle sezioni di scuola d’infanzia dei quattro anni. L’esperienza porta a riflettere sull’aumentata consapevolezza, da parte di chi si occupa di educazione infantile, della necessità di sviluppare nei bambini una sensibilità e un’intelligenza musicale, a partire dalle potenzialità che i bambini possiedono fin da piccoli, per orientarli nella complessità attuale dei linguaggi multimediali.

SCHEDA A

AL NIDO, UN’ ESPERIENZA EDUCATIVA SUL MONDO DEI SUONI

L’esperienza musicale coinvolge il bambino nella sua globalità, può essere esperienza di temporalità, ritmo, spazio, movimento, ascolto, attenzione, condivisione sociale. Lo scopo delle attività è di:

– acquisire interesse verso il fenomeno sonoro;

– sviluppare sensibilità uditiva attraverso l’esplorazione, la scoperta e l’uso di materiali sonori;

– sviluppare il senso ritmico tramite il movimento e la danza;

– usare la voce come mezzo di espressione.

L’esperienza si è svolta con quattro gruppi di sei -otto bambini ”grandi” e la presenza di due adulti: un’educatrice e l’esperto di musica. Le attività sonoro-musicali si sono svolte in una stanza priva di arredi con il solo utilizzo di un tappeto per delimitare lo spazio. Ogni gruppo di bambini è stato coinvolto nelle attività con cadenza settimanale per una durata dai 30 ai 40 minuti.

MANIPOLAZIONE DI OGGETTI

L’invito rivolto ai bambini è di scoprire, sperimentare, ascoltare i suoni prodotti dai diversi materiali di recupero e d’uso quotidiano.

LA CARTA

Si invitano i bambini a scoprire i rumori prodotti dai diversi tipi di carta e cartoncini: carta velina, carta delle uova di Pasqua, cartoncino ondulato, carta di giornale.

LE CONCHIGLIE

Si invitano i bambini a strisciare le conchiglie tra loro, a batterle e ad ascoltare il rumore del mare.

LE NOCCIOLE

I materiali proposti sono utilizzati secondo modalità musicali, accentuando o meno l’intensità dei battiti per raggiungere i fortissimo, i pianissimo o il silenzio.

LE PIGNE

Si invitano i bambini alla manipolazione delle pigne e ad ascoltarne il rumore.

LA COSTRUZIONE DI OGGETTI SONORI

I rumori, i suoni e i timbri prodotti da oggetti di vario materiale sono molto stimolanti per i bambini. Sono state raccolte scatole, contenitori di cartone e di latta, bottiglie e i bambini sono stati invitati a riempirli con i materiali manipolati precedentemente. Curiosi e divertenti sono risultati gli strumentini che hanno dato la possibilità ai bambini di provare il gusto di produrre suoni diversi o di variarli a piacere per creare nuove sonorità.

GLI ANGOLI SONORI

In ogni sezione sono stati allestiti angoli con gli ”strumentini” costruiti dai bambini e lasciati a loro disposizione per essere utilizzati a loro piacimento.

GLI STRUMENTI MUSICALI

Oltre agli strumenti costruiti dai bambini, sono stati utilizzati anche strumenti veri come tamburelli, maracas, flauti, piatti, triangoli, ecc.

MUSICA E MOVIMENTO

La musica e il movimento costituiscono il gioco: ogni bambino deve adattarsi allo spazio, al tempo, alle regole del gioco; alla presenza di altri giocatori il bambino deve imparare a destreggiarsi nelle varie posizioni richieste: davanti, dietro, di fianco, in cerchio, in fila.

LA MUSICA E IL CORPO

Per avviare l’interazione tra suono e movimento sono state utilizzate delle basi musicaIi sulle quali i bambini, seguendo le pulsazioni della musica potevano danzare liberamente. Per rendere il gioco, più coinvolgente sono stati messi a loro disposizione dei foulard.

LA VOCE E I CANTI

I bambini hanno cantato insieme alcune canzoni con I’accompagnamento degli strumenti musicali messi a loro disposizione.

LA CONTINUITA’ TRA IL NIDO E LA MATERNA

Nei mesi di maggio e giugno, gli educatori del nido e della scuola d’infanzia hanno messo a punto un progetto di continuità; iniziato al nido, continuerà alla scuola dell’infanzia, costruito sul personaggio del libro ”Simone Acchiappasuoni” che raccoglie i suoni con il suo retino. Simone Acchiappasuoni è divenuto, al termine dell’anno scolastico, I’amico inseparabile dei bambini, da portare in vacanza e da ritrovare alla scuola materna.

SCHEDA B

ALLA SCUOLA DELL’INFANZIA, ALCUNE ESPERIENZE DI EDUCAZIONE SONORO MUSICALE

a cura di Simone Francia

RUMORE E SILENZIO

Si è partiti facendo giocare i bambini sulla differenza tra il rumore e il silenzio. A tal fine i bambini in gruppo, sono invitati a produrre rumore con le parti del corpo: le mani, i piedi, successivamente con la voce e, per ultimo, utilizzando insieme le varie combinazioni. Al segnale prestabilito precedentemente, i bambini devono poi fermarsi e percepire la differenza tra rumore caotico e il silenzio. Questa attività è stata proposta anche con l’utilizzo di materiali di recupero, scatole, barattoli, bottiglie, e con strumenti musicali, facenti parte dello strumentario Orff.

I SUONI DELLA NATURA

Altra attività proposta è stata la produzione e la ricerca di ”suoni”, utilizzando materiale ”comune” come carta, sassi, pigne, noci, acqua, conchiglie, barattoli, tegami, bicchieri, posate.Il bambino è messo nelle condizioni di poter produrre il più svariato numero di combinazioni ritmiche e sonore. A queste attività si applicano le differenze di dinamica pp – ff, rumore e silenzio.

ESPLORAZIONE DELLO STRUMENTARIO

Come per i materiali più comuni, anche con gli strumenti musicali veri sono state messe in evidenza le differenze di dinamica, le differenze timbriche e sono stati creati ritmi semplici, scoprendo svariate combinazioni possibili per suonare i vari strumenti. Dal punto di vista tattile, gli strumenti sono stati manipolati in tutte le loro forme.

ANIMAZIONE

Sono stati animati brani musicali, imitando ciò che la musica suggeriva, ad esempio la marcia dei soldati o le galline e il gatto. Gli ascolti utilizzati sono:

”Carnevale degli animali” di Sain Seans; ”Pierino e il lupo” di Prokofief; Estratti da ”Lo Schiaccianoci” di Ciajkovski

Il bambino sviluppa la capacità di distinzione di diversi momenti sonori all’interno di un brano e I’associazione dei timbri ai loro strumenti.

PRODUZIONE DI EFFETTI SONORI

Utilizzando materiale di recupero, come piatti di plastica, pentole, bicchieri abbiamo scoperto la possibilità di produrre degli effetti sonori che riproducono eventi naturali come la pioggia, il vento, la tempesta, uno sparo….

GIOCARE CON GLI ANIMALI

Il gioco consiste nel chiedere ai bambini di pronunciare il nome di alcuni animali: dopo aver scelto il nome di un animale, il bambino applica un ritmo alle sillabe, sviluppando I’articolazione ritmica delle parole e I’applicazione di diverse intensità, velocità, intonazione.

NASCONDINO MUSICALE

Ai bambini si fa scegliere uno strumento musicale fra diverse categorie di strumenti (metallofoni, aerofoni, membranofoni), poi un bimbo va a nascondersi e i compagni devono trovarlo, ascoltando e seguendo il suono. In questo modo, il bambino discrimina e riconosce i diversi timbri sonori e sviluppa la capacità di concentrazione e di ascolto.

VOCE

Il suono generato, per azione del fiato, dalla vibrazione delle corde vocali e modulato timbricamente nel percorso del canale vocale e dalla sua continuazione nella bocca prende il nome di voce. E’ lo strumento fondamentale della comunicazione umana e, come mezzo di espressione musicale,è il più importante e il più spontaneo e universale. La voce è stata scoperta in qualità di strumento musicale, attraverso giochi e facili canti, eseguiti con e senza I’accompagnamento musicale strumentale. I giochi proposti, hanno messo in risalto la versatilità e la flessibilità della voce, eseguendo esercizi con i suoni vocali corto/lungo, piano/forte e glissandi. In tal modo, il bambino diviene consapevole dell’utilizzo della voce come strumento musicale. Esempio: con la voce (vocale A) si segue il percorso musicale mettendo in evidenza i silenzi, le differenze di emissione vocale e la flessibilità vocale.

LA DANZA

La danza è un insieme di movimenti del corpo eseguiti collettivamente o individualmente, con finalità rituali, estetiche o di puro divertimento. La danza proposta è intesa come la libera interpretazione del corpo allo stimolo musicale. Il bambino deve essere lasciato libero di muoversi nello spazio circostante, sospinto da diversi ritmi musicali (valzer, tango, samba, rock, ecc.) e guidato all’ascolto delle variazioni ritmiche. Altro punto importante è la fermata: per avere una maggiore attenzione si possono alternare fasi musicali a momenti di silenzio.

GIOCARE CON IL RITMO

Il ritmo è la dimensione della musica attinente all’organizzazione della durata del suono.

Il ritmo rappresenta una fenomenologia complessa e, all’interno della stessa tradizione musicale occidentale colta, ha subito una serie di sostanziali trasformazioni. Per meglio comprendere la percezione del ritmo sono stati proposti dei giochi di imitazione ritmica utilizzando il corpo. Ad esempio, è stata proposta, ai bambini la marcia dei soldati, facendoli marciare con un sottofondo musicale caratterizzato da un ritmo fortemente marcato. La stessa attività può essere svolta con varianti quali il battito delle mani, la percussione di strumenti, lo sventolio dei fazzoletti o altro ancora.

ALTEZZA DEI SUONI

L’altezza è la caratteristica che distingue un suono dall’altro in base alla sua frequenza, ciò è dal numero di vibrazioni del corpo sonoro che lo ha prodotto. La scala delle frequenze decresce dall’alto verso il basso, perciò i suoni con un maggior numero di vibrazioni sono concepiti come alti e quelli con un minor numero di vibrazioni come bassi. Affinché l’orecchio umano possa riconoscere gradualmente l’altezza dei suoni, occorre esercitarlo ad un ascolto critico ed analitico. Questo allenamento deve essere supportato da stimoli sonori adatti a questo tipo di attività; ad esempio, l’intervallo di un’ottava è uno dei primi traguardi nella discriminazione di due suoni. Successivamente, l’ampiezza dell’intervallo si può via via restringere. Un esempio di rappresentazione concreta della scala musicale, come attività da proporre ai bambini, può essere fatto facendo salire sulla scala un bambino e ad ogni gradino far corrispondere un suono: se il suono sale (aumento della frequenza) il bimbo sale verso l’alto; se il suono scende (diminuzione della frequenza) il bimbo scende.

Inserto nella rivista “Vita dell’infanzia”,  mensile dell’opera nazionale Montessori, settembre 2002