Passeggiata notturna con ascolto guidato del paesaggio sonoro, camminando
tutta la notte, con Wolfgang Fasser.  

di Antonella Di Maggio e Delfina Giovannini

 

Partenza da Strada in Casentino – arrivo a Poppi

Ci ritroviamo in cinquanta nella piazzetta di Strada, pronti per la camminata notturna dedicata all’ascolto. Molti non hanno mai fatto un’esperienza di questo tipo… Non piove più, così, dopo aver gustato la pizza in una allegra osteria, ci raduniamo nella piazza formando un grande cerchio e Wolfgang ci invita a dire i nostri nomi. Comincia da qui il nostro ascolto: chi siamo, dove stiamo andando, come stiamo? Sono le 22,20, nella semioscurità, si intravedono le nostre figure e da ognuna di esse escono le voci dei nomi che percorrono questo anello umano. Wolfgang ci ricorda che il  percorso, in alcuni punti, è impegnativo e nel bosco è meglio affidarci con attenzione alla sensibilità dei nostri piedi ed evitare di distrarsi con troppe chiacchiere; dopo aver raccomandato di spegnere i cellulari, lancia le ultime rassicurazioni al gruppo e, anche per incoraggiarci,  crea già una viva aspettativa del premio che ci aspetta alla fine della nostra meta: i caldi e gustosi bomboloni del bar di Poppi all’arrivo previsto per le 7 del mattino. 

Cominciamo ad incamminarci sull’antico e tortuoso sentiero che conduce al Castello di Strada … alcune persone guardano con aria incuriosita la lunga fila di gente che imbocca la salita . Un brulichio di voci e battute fa sentire l’eccitazione della comitiva… ci penserà la salita a “stancare” la lingua… piano, piano il chiacchiericcio brulicante lascia il posto al fiatone e al battere degli scarponi sul lastricato.  Arranchiamo, il passo  di alcuni  rallenta! Facciamo la prima sosta al Castello di Strada, beviamo acqua fresca che sgorga dalla fontana e ci  inoltriamo nel buio del bosco. A terra, lungo il largo sentiero, pozze d’acqua ci ricordano il forte temporale del pomeriggio, nell’oscurità si sente lo “sciacquettio” di  qualcuno che vi affonda gli scarponi e in lontananza, ovattati, i rumori dei motori di qualche auto. 

Il gruppo si raccoglie di nuovo in cerchio, in uno spiazzo, siamo ai confini di una proprietà di cui Wolfgang ci narra gli aneddoti degli ultimi 100 anni: storie semplici che hanno animato i percorsi della mulattiera alle sue spalle, come quella dei due sposi che per festeggiare il loro matrimonio andarono, come loro viaggio di nozze, al mercato di Strada per comprare le cipolline…

Si crea un momento di raccoglimento per recitare la Lode della sera di Romena:  arriva il silenzio atteso e  al lume di torce  i nostri occhi leggono preghiere e le nostre voci, a turno, invocano e ringraziano il Padre. Restiamo fermi assorti in riflessioni silenziose… il momento è molto suggestivo: ci accompagna dolcemente il frinìo di qualche grillo e il fruscio delicato del vento, diversi uccellini intonano le loro melodie, e alcuni cani, in lontananza, abbaiano…

Poi ricomincia il rumore dei nostri passi, abbiamo ripreso il nostro cammino, questa volta sulla roccia, il sentiero del bosco è in salita e pieno di sassi, procediamo in fila indiana, per terra si lascia intravedere qualche lucciola. La vegetazione è ancora fitta e scura e i nostri occhi cominciano ad adattarsi al buio.  Il sentiero si stringe sempre più, poi la boscaglia si dirada a tratti per lasciare intravedere un luminoso paesaggio lunare,  è la prima notte di luna calante e  il chiarore illumina il bosco, la valle e le montagne intorno… Siamo arrivati alla vecchia fattoria Paradiso. Il gruppo segue Wolfgang che, sicuro, ci sta conducendo per raggiungere Poggio al Vento… ci inerpichiamo su una salita molto ripida: di giorno fa spavento, ma nel buio, vediamo solo pochi passi davanti a noi e così non ci spaventiamo troppo. La salita è lunga, siamo un po’ affannati,  rallentiamo, alcuni si staccano.  Ognuno ha l’occasione di ricevere sulle parti scoperte, quelle che  Wolfgang definisce  le “ruvide carezze” di rovi  che costeggiano il nostro sentiero. 

Alla fine della salita, dopo la fitta boscaglia, la luna illumina completamente un bel campo ricco di mentuccia e camomilla, dove i grilli, in coro, ancora cantano;  abbiamo il desiderio di sdraiarci ad ammirare le stelle. Il percorso prevede una breve sosta a Poggio al Vento dove ci riforniremo di acqua fresca. Siamo arrivati, ci inoltriamo nel viottolo verso la fontana e dal silenzio cominciamo a percepire sempre più chiaro il canto del raro “ciucciacapre”… Wolfgang ci racconta che questo uccello, verso fine estate trova la sua  compagna  e insieme  si divertono in voli entusiastici e propiziatori per il loro accoppiamento… Arriviamo a Poggio Bastia dove si ammirano, in lontananza, come in un presepe, le luci dei paesi dell’Alto Casentino: Pratovecchio, Poppi, Stia, e il tratto Appenninico… un venticello annuncia il progredire della notte, la variazione di temperatura e un leggero aumento di umidità. La terra è bagnata e un po’ di fango rende più morbido l’appoggio… riprendiamo il tono delle conversazioni lasciate in pizzeria e ci prepariamo all’evento atteso della serata: il brindisi per festeggiare tutti insieme con lo spumante! Scopriamo che Wolfgang ha organizzato a sorpresa i festeggiamenti del compleanno di Camilla che non tutti conoscono e  che timidamente si fa avanti nell’oscurità per brindare con noi ai suoi 15 anni. Adesso, le voci dei compagni di viaggio sembrano più familiari. Qualcuno, disteso,  approfitta per chiudere 10 minuti gli occhi, altri, in allegria,  mangiano biscotti e brindano ancora. Così ci rimettiamo in cammino sul crinale,  verso Casa Nuova della Capriglie  per scendere fino a QUORLE dove troviamo la chiesa: un tempo residenza estiva dei conti Guidi dove venivano a trascorrere le loro vacanze. Arriviamo finalmente a casa di Wolfgang, una casetta in pietra situata  nell’antico Borgo Capriglie: qui faremo una  lunga sosta con l’apprezzato caffè e tisana.  Ci accampiamo davanti alla sua casa: il lampione del piccolo Borgo illumina le nostre figure: qualcuno si distende, altri si siedono, tutti intenzionati ad  assaporare al meglio attimi di prezioso riposo. C’è abbastanza quiete e in lontananza l’allocco emette il suo richiamo… La tisana è buona, calda, il caffè anche… è un quadro simile a immagini di profughi, oramai l’eccitazione dell’inizio della camminata è sfumata, molti riescono ad addormentarsi per qualche momento, uno appoggiato all’altro, altri, nonostante le tre di notte, continuano a sentirsi svegli e piacevolmente presenti come Wolfgang che è ben sveglio e approfitta di questi momenti anche per salutare Dusty, il suo amato cane,  il quale mostra  contentezza di vederci con leccate e strofinamenti dispensate a destra e a manca. 

Tempi misurati, ma senza ansia e arriva il momento di riprendere la marcia. Anche gli animali del bosco fanno silenzio  e continuiamo  il nostro cammino,  le gambe vanno e il fresco della notte che avanza ci sveglia. Arrivati a Poggio della Fabbrica, Wolfgang ci racconta che questo luogo era il sito di una vecchia fonderia etrusca… 

La notte è cambiata e con essa la nostra percezione del silenzio… i suoni sono più ovattati e silenziosi, le nostre figure, in fila, nel loro incedere fendono la nebbia che si è alzata… ad un tratto, oltre le montagne, si comincia ad immaginare un prossimo albeggiare, un nuovo giorno, ma è ancora lontano. Tutto tace nella sua immobilità, non si odono più grilli,  né uccelli, né cani. Anche le nostre voci sono sommesse e accogliamo con entusiasmo il suggerimento di Wolgang a fare una breve sosta per un massaggio delle spalle da realizzarsi col compagno più vicino, per sciogliere i muscoli un po’ indolenziti dalla lunga camminata. Il massaggio è benefico e ci ristoriamo a vicenda. Riprendiamo in silenzio la discesa di Loscove. La boscaglia è fitta, ma qua e là,  a destra dello stretto sentiero, si lasciano intravedere dei campi; la luna illumina generosamente l’erba creando delle sfumature e rendendo come d’argento tutto intorno… e mentre siamo rapiti da tanta bellezza, il gallo canta annunciando il risveglio della natura: siamo a Loscove. Alcuni si fermano ad ammirare questa semplice, bella  chiesetta che da sola sembra dominare questo scorcio di vallata: si vedono in lontananza alcuni paesi illuminati, sono Bibbiena, Soci, Poppi che sono avvolti da una leggera nebbiolina. 

 Il cielo ora assume un diverso colore,  imbocchiamo la via di asfalto che conduce a Becarino: è l’alba. Arrivati al ponte di Strumi, facciamo sosta: ci sediamo sul muretto, qualcuno rischia di addormentarsi  in piedi e il suono di una campana, ci ricorda che sono le sei.  Siamo pronti per la Lode del mattino di Romena e per ringraziare il Signore di donarci un nuovo giorno… e lo facciamo insieme, lì, seduti davanti a quel pallido sole non ancora caldo, ma che comincia ad illuminare con chiarezza i campi gialli di sterpaglia e le grosse balle di fieno.  Si riprende il cammino su per la ripida salita dove, in cima, svetta l’antico Castello di Poppi. I nostri piedi sono stanchi e qualcuno prende “forza”  dalla mano di un compagno di viaggio… i più tenaci sono in testa, sono tanti e troveranno  un bel premio: potranno mangiare due bomboloni anziché uno!  Ancora pochi passi, si sentono alcune voci uscire dal bar,  molti sono già arrivati, altri stanno arrivando… il vecchio proverbio “chi tardi arriva male alloggia” in questo momento è solo un detto “cittadino” … così,  mentre i primi arrivati sorseggiano il loro cappuccino e gustano la loro pasta, anche gli ultimi sono accolti con un sorriso invitante e  rassicurante, si conclude così la nostra lunga passeggiata: siamo tutti complici di un’avventura davvero singolare!

 

…VOCI E RIFLESSIONI DI ALCUNI PARTECIPANTI A QUESTA PASSEGGIATA NOTTURNA…

“Grazie Wolfgang, che condividi con noi il tuo entusiasmo e ci educhi ad apprezzare con rispetto, ciò che di semplice e immediato la natura ci offre,  grazie ai compagni che hanno condiviso questa esperienza e ne sono usciti fortificati perché sapere di poter far conto sulle proprie gambe è importante, perché andare a rimorchio è facile ma non ci dà la stessa soddisfazione. Ogni giorno è diverso e si rinnova l’opportunità  di imparare ad ascoltare ciò che spesso non possiamo cogliere per il troppo rumore di fondo a volte creato dalla nostra stessa mente”    

                                                                                             (Antonella di Maggio)

 

“….Così un po’ per curiosità, un po’ perché restare sveglia una notte intera camminando,  rappresentava per me una bella sfida, ho deciso di partecipare. Mentre camminavamo sentivo di essere così piccola di fronte agli alberi, ai monti, ma non per questo debole, ero palpitante di energia che mi sono sorpresa io stessa di avere e che sicuramente non avrei scoperto se fossi rimasta a letto a guardare la televisione.

Stavo camminando verso i 15 anni… proprio così, infatti al mattino del 23 Luglio avrei compiuto 15 anni e mi piaceva vedere quella notte come l’ultima bella prova da vivere prima di salire ancora un gradino. C’era la luna che rischiarava il nostro cammino, che filtrava fra i rami e mai come quella sera l’ho sentita preziosa e amica. Ero così presa da quell’avventura che avevo dimenticato che era il mio compleanno! Ma non ho tardato a ricordarlo  perché,  con mia grande sorpresa,  il dolce Wolfgang aveva organizzato un brindisi in mio onore con tanto di spumante! È stata veramente una bellissima sorpresa e quella notte ho sentito tutte quelle persone che non conoscevo  piacevolmente vicine e amiche. Abbiamo scoperto insieme quanto è magico assistere al risveglio della campagna, ho imparato ad apprezzare il calore di un bicchiere di tisana quando di notte fa freddo anche se siamo in estate e abbiamo vinto insieme la fatica fino a raggiungere il bar con il mito delle paste!

Sono soddisfatta di questa esperienza…sicuramente un modo indimenticabile ed originale di festeggiare il proprio compleanno.”                    

                                                                                             (Camilla Gori)

 

“ Camminare  con Wolfgang è sempre un’avventura: si vedono cose e si sentono gli odori e i profumi più sottili, assumono maggiore significato la luce e la penombra,  il buio, il caldo e il freddo che incontriamo… Lunghe ore di cammino, un passo dietro l’altro… la fatica scioglie le nostre vecchie tensioni perché quello che ci manca nella vita quotidiana è proprio la fatica fisica. Il silenzio nella notte a volte è completo, un silenzio che dà pace e che abbiamo dimenticato nell’ansia delle nostre giornate che scorrono frenetiche.  Il mio “andare”,  e  anche quello degli altri, lo sentivo come un lento attraversare  la terra, era un esserci semplicemente e completamente,  senza  fretta… Ognuno di noi, nella propria solitudine fisica e mentale si sentiva protetto, accolto e necessario al  gruppo che, come un grande respiro, avanzava  guidato da Wolfgang.” 

                                                                                             (Delfina Giovannini)

 

“… La cosa più bella ed incantevole di camminare nella notte è il sentimento di pace, tranquillità e l’abbandono a te stesso, l’abbandono al ritmo ed il rumore del cammino, non esistenza del pensiero ai pericoli, perché vediamo e sentiamo solo il necessario per proseguire la strada (un po’ come quando si scia nella nebbia) … Ci sembrava di aver conquistato la notte, la montagna e noi stessi. Penso che per tutti sia stata la colazione più gustosa e piacevole.”                              

                                                                                           (Lida Belova)

                                                     

“……Sembrava proprio di stare in un’altro mondo… con il vento che ti accarezzava e trasportava con sé tutti gli odori del bosco e della terra.. .Nella società dove viviamo e con i ritmi imposti da essa non alziamo mai gli occhi per ammirare il cielo nè cerchiamo di avere un contatto con la natura che in fondo ha sempre insegnato tanto all’uomo… Ti abbraccio e ti ringrazio ancora per la splendida esperienza che mi hai fatto vivere…” 

                                                                                       (Fabio La Corte)

 

 

… UN ANNO DOPO… Intervista a Wolfgang

di Delfina Giovannini

E’ trascorso un anno da quella notte particolarmente lunga e straordinaria;  Wolfgang ha ascoltato la lettura del racconto di quella notte, insieme abbiamo corretto delle imprecisioni: è lui che verifica i dettagli dei fatti che precisamente ricorda…

– Wolfgang, perché hai deciso di fare una camminata notturna completamente insonne?

W. – Perché la notte ha un suo fascino e con la luna piena è straordinario. Ad ognuno di noi quella notte ha permesso di uscire dalle righe della routine quotidiana; camminare dal tramonto all’alba ci fa scoprire un mondo di suoni e di luci altrimenti sconosciuto, anche l’umidità che si respira e penetra addosso nelle ore più silenziose della notte, dalle 2 alle 4 del mattino,  rappresenta un momento straordinario, è un’attesa, un fermarsi, un breve rabbrividire prima di accogliere l’aurora, l’alba e un nostro nuovo giorno.   

– Qual è il sentimento che periodicamente ti fa organizzare delle camminate?   

W.- Io amo condividere le meraviglie della natura. Vorrei invitare gli altri ad imparare a conoscere i propri  bisogni essenziali e  spogliarsi del superfluo per incontrare la natura..

– Quali sono le caratteristiche migliori che ogni tuo allievo “camminatore” può   sviluppare da queste esperienze? 

W.- Percezione e consapevolezza del silenzio, disposizione all’ascolto, curiosità nei confronti dello sconosciuto, potrebbe imparare la pazienza, scoprire  e  sostenere il tempo dilatato, imparare l’attesa, l’abbandono fiducioso al mondo che vive intorno a lui e la condivisione preziosa con gli altri.

– Mentre offri queste singolari esperienze che cosa ricevi di gratificante e non?

W.- Sono felice di regalare un’esperienza che si distingue dal quotidiano-ordinario e che insieme  condividiamo.  Mi disturba quando avverto alcune persone che vivono questa esperienza come una “scampagnata”  e disturbano il gruppo e la natura. 

– Ci sono stati dei momenti che ti hanno fatto pentire di aver organizzato una notte intera di cammino? 

W.- E’ andato tutto bene; avevo già visto e preparato il percorso con il mio cane Dusty e con la roncola avevo tolto le spine dai sentieri

Erano state prese anche delle misure di sicurezza con le automobili (e relativi autisti)  che,  in caso di necessità,  sarebbero stati a disposizione in alcuni punti del percorso per dare soccorso a chi ne avesse avuto bisogno. Inoltre ci eravamo organizzati suddividendo il gruppo in 5 sotto-gruppi che avevano come riferimento il proprio capo-gruppo: camminatore già esperto e a disposizione per aiutare a risolvere eventuali difficoltà incontrate sul cammino.  

– Nel tuo intimo cosa cambia camminare insieme o da solo?

W.- Camminare in gruppo mi fa sentire più libero di sprofondare nella notte; da solo sono più all’erta e attento. Di notte sono io quello che vede e le persone si affidano meglio a me… affidarsi fa bene a me e agli altri e insieme camminiamo più sicuri.