Avvicinarsi alla realtà musicoterapica

  UNA PROPOSTA, NOZIONI PER GLI STUDENTI DI MUSICOTERAPIA di Wolfgang Fasser Questo volume è costituito da differenti articoli che gli autori hanno gentilmente permesso di pubblicare. Queste nozioni, che vogliono essere un invito ad un percorso per gli studenti di musicoterapia, mettono a fuoco, in particolare, tre linee di sviluppo: la relazione teraupetica l’autobiografia psico – musicale l’osservazione di sé e dell’altro. Per crearsi le competenze relazionali – comunicative e di osservazione è necessario un processo di formazione sia professionale che umano. Il lavoro su noi stessi in questo senso è basilare e nutrirà la musicoterapia da condividere con il paziente. Ulteriori particolari ed informazioni attuali sulla musicoterapia sono e saranno aggiornati nel sito www.iltrillo.org 1. Setting, terapia e relazione terapeutica Appunti per l’attività musicoterapica...

La terapia breve con gli adulti

  Di Wolfgang Fasser, Musicoterapeuta, SFMT, AIM Alla terapia di lunga durata dei bambini fa da contrappunto la predominante nonché soddisfacente terapia breve con gli adulti; un  processo scelto da molti pazienti sulla base dell’efficienza della soluzione rispetto ad un problema specifico, in un’ottica tra l’altro anche economica. Qui di seguito cerco di formulare le risposte a quattro domande di fondo: Che cos’è la terapia breve? Come si applica alla musicoterapia ambulatoriale? Quali situazioni si adattano a questo setting? Quali sono le tecniche più usate nella musicoterapia breve? La terapia breve Il modello di terapia breve, oggi molto diffuso, è stato formulato per la prima volta negli anni ‘70 a Palo Alto da un gruppo di esperti di comunicazione e psicologi, rifacendosi soprattutto ai lavori di Bateson e dei suoi collaboratori: Weakland, Haley e Free. Si tratta...

Strategie di coping e compensazione

  Strategie di coping e compensazione nel setting musicoterapico per un’efficiente integrazione della mia cecità  Di Wolfgang Fasser, Musicoterapeuta, SFMT, AIM All’inizio della mia attività musicoterapica l’incognita principale era, e in parte lo è ancora oggi,  come poter adempiere soddisfacentemente ai compiti assunti data la cecità; come introdurre strategie “non-visual based” per raggiungere il giusto risultato; quali sono le possibilità effettive nelle situazioni in prevalenza non verbali; come orientarmi nello spazio e nell’interazione all’interno del setting. La trattazione che segue illustra la complessità di tale questione mostrando ciò che per me, nella mia situazione, è naturale mentre spesso risulta inimmaginabile per i colleghi e le colleghe vedenti che costituiscono l’équipe con cui collaboro. In particolare, vorrei...

Dusty: il cane-guida

  Dusty: il cane-guida nel setting musicoterapico Di Wolfgang Fasser, musicoterapeuta SFMT, AIME Da ormai tanti anni, il coinvolgimento di animali nel contesto terapeutico è una tematica in ambito scientifico oggetto di incessante riflessione e confronto. I trattamenti con il cavallo (“ippoterapia”), con il cane (“dogstherapy”) e i piccoli animali sono ormai molto noti; mentre meno diffusa, anche se molto conosciuta, è la “delfino-terapia”. Nel mondo dell’handicap gli animali vengono introdotti con compiti specifici: il cane guida per non-vedenti, il cane di assistenza per i non-udenti, per gli epilettici e per i portatori di handicap fisico. In tutte le forme di introduzione dell’animale c’è un aspetto comune: il rapporto  che conduce a nuove modalità di interazione e spazi di esperienza, grazie alla presenza e alla collaborazione dell’animale...

Il contatto e il coinvolgimento della famiglia

  Il contatto e il coinvolgimento della famiglia del paziente Di Wolfgang Fasser Musicoterapeuta, SMFT, AIM   Nell’attività terapeutica il rapporto fra me, come musicoterapista, e la famiglia del bambino, e in particolar modo il contatto e la partecipazione attiva della famiglia nella terapia si esplicano soprattutto mediante due sistemi: il colloquio con i genitori come mezzo di accompagnamento nella musicoterapia individuale; il coinvolgimento attivo della famiglia nel setting allargato. Il colloquio, con o senza momenti di autoesperienza musicoterapica, serve per lo scambio di informazioni e l’approfondimento della conoscenza del bambino. Nel processo terapico la partecipazione e la presenza della famiglia costituisce per il bambino un sostegno o una necessità. Allo stesso tempo una simile situazione può avere anche carattere didattico per i genitori presenti, con effetti...

Il giocare e il suonare nell’ambiente preparato

  Di Wolfgang Fasser Musicoterapeuta, SFMT, AIM Nella lingua tedesca, la mia madrelingua, la parola “Spiel” e il verbo “spielen” hanno vari significati. La prima da un lato comprende l’attività ludica dei bambini, per esempio il gioco libero, d’altro viene utilizzata anche per la rappresentazione viva dell’arte: si parla così di “Theaterspiel” per indicare la recitazione teatrale, di “Klavierspiel” per il suonare il pianoforte ecc. Allo stesso tempo la parola viene utilizzata anche nell’ambito dello sport: “Fußballspiel” ovvero il gioco del calcio. Il verbo “spielen” può significare l’attività ludica ma anche il suonare uno strumento con strumenti musicali formali. Entrambi gli ambiti pertanto già dal punto di vista linguistico sono vicini tra loro. Nel contesto viene affrontato...

Appunti per l’attività musicoterapica

  Appunti per l’attività musicoterapica quotidiana con i bambini (*) di Wolfgang Fasser In qualità di musicoterapisti accompagniamo i bambini spesso per periodi di tempo abbastanza lunghi. Il nostro rapporto, elemento significativo del nostro salutare stare insieme, va oltre l’aspetto professionale. Incontriamo i bambini anche come persone, come uomini, siamo testimoni della loro crescita. La nostra prospettiva è orientata alle esigenze del bambino; il clima relazionale e le regole di base della crescita costruiscono uno spazio nel quale crescita e cura possono coesistere e accadere. Che cosa significa, per noi musicoterapisti, questo concetto di base? Di quali capacità e disposizioni abbiamo bisogno per andare in questa direzione? Come si manifesta, tradotto nel quotidiano, questo setting mentale? Nel seguito descrivo, in modo coinciso, gli aspetti centrali di questa tematica. Si...